Adolescenti e baby stupratori da punire o no?

Sempre più minorenni sono coinvolti in atti di violenza sessuale nei confronti di loro coetanee. Sotto i 14 anni non sono punibili, ma è giusto?

Palermo, per mesi sei ragazzi abusano di una bimba di soli 9 anni: quattro di loro sono minorenni. Sabbio Chiese, provincia di Brescia, una 14enne va a una festa tra compagni di scuola: stuprata da cinque coetanei. Quattro finiscono Istituto Penale Minorile, ma uno ha 13 anni: per legge non è punibile, e quindi se ne torna a casa, affidato ai suoi genitori. Sono solo alcuni episodi di cronaca di quella che si continua a chiamare «emergenza stupri» ma che dell’emergenza non ha più i contorni: sono anni che gli operatori registrano un aumento inquietante di reati sessuali compiuti da adolescenti.

Spesso le violenze non vengono nemmeno denunciate dalle giovani vittime, per paura, per vergogna, magari per non dover dire a mamma e papà che quella mattina non sono andate a scuola ma hanno vissuto un incubo. E i carnefici? Sono giovanissimi anche loro, non provengono solo da ambienti degradati, ma anche da famiglie normalissime. Sono mostri ancora senza barba, sono gli amici di sempre che si trasformano in branco, sono ex fidanzatini, sono spasimanti, sono amici di amici, sono vicini di casa, sono parenti. A volte agiscono in gruppo: e allora capita che facciano foto e che filmino con i telefonini le loro “gesta” per poterle mostrare e rivedere, o magari per ricattare la loro vittima, costringerla al silenzio. Possono essere davvero considerati incoscienti? Eppure la legge parla chiaro: sotto i 14 anni nessuno è punibile. C’è chi propone di cambiare il codice, «Il Parlamento ha abbassato l’età necessaria per il voto o per la patente, non vedo perché non si possa applicare lo stesso principio per il minorenne che viola la legge», dice Luigi Li Gotti, dell’Italia dei Valori, membro della Commissione Giustizia del Senato. «Un tredicenne, oggi, ha gli strumenti per essere consapevole di ciò che fa. Consapevole, quindi punibile se sbaglia».

«Denunciamo da anni quanto la violenza sessuale non sia più un crimine solo di adulti o ai danni di adulti – commenta gli ultimi fatti di cronaca la presidente di Telefono Rosa, Maria Gabriella Carnieri Moscatelli-. Avevamo detto che le esperienze sessuali tra minorenni sfociano, secondo i nostri punti di osservazione, anche in abusi e stupri». Secondo l’associazione le violenze non diminuiscono, anzi. Anche i dati ufficiali alimentano l’allarme: secondo l’Istat, il numero dei ragazzi denunciati all’autorità giudiziaria è diminuito dell’8 per cento, ma quello dei minori di 14 anni, cioè i non imputabili, è aumentato del 4 per cento. Nel 2007, la Procura per i minorenni di Milano ha aperto 100 fascicoli per violenza sessuale: 35 riguardano ragazzini minori di 14 anni e quindi non imputabili. Lasciare solo alla famiglia di origine la responsabilità di educare, di correggere, di indagare i motivi del disagio di un baby stupratore è forse troppo facile. Anche perché, molto spesso, questi piccoli violenti non si pentono, né si sentono in colpa: anzi, spesso non si rendono nemmeno conto di aver commesso un reato. «Lei ci stava», purtroppo, lo dicono anche i ragazzini.

Adolescenti e baby stupratori da punire o no?