Tempo delle mele, nuovo millennio

Che i tempi siano cambiati, da quando Sophie Marceau scappava di casa e viveva i primi turbamenti amorosi in una Parigi anni 80, non c’è dubbio. Per tentare di spiegare il mondo degli adolescenti 2.0  arriva ancora un film, ma niente di più diverso da quel dolcissimo Tempo delle mele.

Vedozero di Andrea Caccia è un film-diario, realizzato attraverso i filmati di 70 adolescenti di tre scuole milanesi a cui è stato chiesto di raccontarsi davanti al proprio telefonino (operazione tutt’altro che semplice, conferma il regista). Non c’è volontà di spiegare, ma di registrare e documentare, attraverso la naturalezza e la spontaneità dei ragazzi, un mondo che agli adulti risulta davvero sconosciuto, spesso ostile: l’amore, la scuola, gli amici, la famiglia, il divertimento, la droga, la noia… utilizzando il mezzo più congeniale a questa generazione, il cellulare.

Perché l’evidenza sembra ormai questa: i genitori fanno molta fatica a capire i figli adolescenti, divisi da un gap generazionale e tecnoglogico sempre più profondo . Madri e padri si trasformano in detective per cercare una spiegazione a musi lunghi, assenze e comportamenti trasgressivi, i più moderni "chiedono l’amicizia" e spiano i figli su Facebook, i più social si sfogano sui blog e alcuni arrivano a scrivere libri ((Mio figlio mi ha aggiunto su Facebook di Alessandro Schwed).

Ed è proprio nelle librerie che l’incomunicabilità tra i due mondi si tocca con mano tra gli scaffali. Da una lato la narrativa di giovani autori per i loro coetanei: si pensi al successo di Mathilda dello statunitense Victor Lodato, romanzo di iniziazione che ha per protagonista una 13enne, o de La solitudine dei numeri primi di Giordano, oggi anche in film. Dall’altro libri di genitori che indagano il mondo dei figli e del disagio giovanile, come nei racconti Se la casa è vuota di Isabella Bossi Fedrigotti: la solitudine di 7 adolescenti della classe medioborghese milanese alle prese con genitori distratti ed egoisti, in fuga da famiglie allargate, annullati davati alla playstation e schiacciati da aspettative troppo elevate.

Rimane il fatto che l’adolescenza oggi è più pericolosa, come hanno dimostrato certe allarmanti mode, dal balconing alle pazze gare notturne in auto, il tutto sempre documentato dagli immancabili video riversati in Rete. Quasi impossibile non notare l’autolesionismo di certe abitudini e la rabbia che nascondono, quasi si levasse un grido di protesta e di aiuto a quel mondo di adulti che continua a non capire (o guardare?) e a non offrire credibili punti di riferimento.

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Tempo delle mele, nuovo millennio