Addio tatuaggi a colori, l’UE dice basta: cosa cambia dal nuovo anno

Tutti gli appassionati di tatuaggi dovranno dire addio ai colori: dal 2022 l'Unione Europea ha deciso di vietarli

Addio ai tatuaggi a colori: tutti gli appassionati dei disegni impressi per sempre sulla pelle dovranno rinunciare all’elemento decorativo per eccellenza, secondo quanto stabilito dall’Unione Europea. Il mondo dei tatuatori è in rivolta: le nuove restrizioni mettono a dura prova la loro arte, che dal nuovo anno potrebbe cambiare completamente.

Tatuaggi a colori, perché l’UE dice basta

Dal 4 gennaio 2022 tutti gli amanti dei tatuaggi dovranno dire addio agli inchiostri colorati, o meglio, a tutti gli inchiostri che contengono isopropanolo, un solvente che l’Unione Europea ha deciso di vietare.

Questo componente, praticamente presente in quasi tutti i colori, potrebbe essere dannoso perché in grado di irritare gli occhi, seccare la pelle e causare danni al sistema nervoso. In più potrebbe essere potenzialmente cancerogeno. Le nuove regole dell’Unione Europea, che scatteranno tra poche settimane, restringono di fatto l’utilizzo solo al nero, al bianco e al grigio, gli unici colori che sono privi di isopropanolo, rendendo illegali 4000 prodotti contenenti questo tipo di solvente e tra questi ci sono anche 27 pigmenti largamente utilizzati dai tatuatori di tutta Europa.

“Ritorneremo a lavorare come si faceva e una volta. Solo con il bianco e il nero”, ha dichiarato al Corriere della Sera Eugenio Arneodo, tatuatore di Moncalieri, rappresentante dell’Associazione Tatuatori.it, unica italiana accreditata a Bruxelles. “Un bel problema per un settore che solo in Italia produce un indotto superiore al mezzo miliardo di euro”.

Colori vietati, le proteste dei tatuatori

I tatuatori non ci stanno: i produttori infatti hanno avuto più di un anno di tempo per adeguarsi alle nuove norme, cosa che ovviamente non è stata fatta. Gli operatori del settore dovranno adeguarsi al regolamento, cambiando i propri prodotti entro il 4 gennaio se non vorranno incorrere in sanzioni amministrative o addirittura nella chiusura dei locali.

Una rivoluzione a totale svantaggio dei tatuatori: i pigmenti utilizzati per la realizzazione dei tatuaggi vengono prodotti principalmente in America e difficilmente i fornitori riusciranno a sostenere la produzione di nuovi inchiostri in quantità così importanti (e per far fronte a un cambiamento così epocale).

Tralasciando il fattore economico – che porterebbe alla completa eliminazione delle scorte presenti negli studi dei tatuatori – c’è un altro problema, anzi un vero e proprio paradosso nella normativa prevista dall’Unione Europea.

Il paradosso della nuova normativa

A lasciare perplessi milioni di tatuatori è il paradosso previsto dalla nuova normativa: se molti dei pigmenti sono stati messi al bando perché contenenti l’isopropanolo, l’Unione Europea ha per il momento fatto eccezione per due colori: il “blu15” e il “verde7”.

Questo perché, mentre per il rosso, arancione e giallo esistono in natura dei pigmenti sostituivi, lo stesso non può dirsi  per queste due tonalità. Così la Ue ha deciso di concedere un altro anno ai produttori per trovare una soluzione.

Ma c’è un altro problema che va ad aggiungersi ai precedenti: i prodotti alternativi non garantiscono una resa professionale in termini di stabilità e durata nel tempo, facendo scadere la qualità del risultato finale.

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