Paris Fashion Week: Kate Moss modella per Vuitton sulla passerella-boudoir, Miu Miu si ispira a Braccio di Ferro

Marc Jacobs per Louis Vuitton mette in scena una donna discinta da boudoir, una venere in pelliccia che sotto di essa  non indossa niente, solo una sottoveste di pizzo. Tra loro anche Kate Moss, che sfila per la griffe tra gli applausi del pubblico. Vena fumettistica per Miu Miu: Miuccia Prada si ispira all’Olivia di Braccio di Ferro e la veste di pois e righe, alla marinara.

Oppure, la moda come una macchina del tempo, che ci fa viaggiare attraverso le epoche, nel passato e nel futuro. McQueen e Vivienne Westwood ci riportano al Medioevo con collezioni sfarzose ricche di perle e broccati, dalle lunghe gonne oversize. Valentino invece si ispira all’arte fiamminga di Vermeer, severa e precisa, mentre Paco Rabanne veste la donna del prossimo inverno teletrasportandola nel film cult Odissea nello Spazio, dalle atmodfere futuristiche.

"Qualcosa di semplice, qualcosa di potente, ma sempre bilanciato": è la ricetta della stilista franco-vietnamita Barbara Bui, che sotto i riflettori parigini ha presentato la sua collezione dalle linee pulite, che gioca su texture e trasparenze in bianco e nero. Gli ingredienti sono cappotti dal taglio sartoriale maschile,  top geometrici e a pellicce shaggy, popolari negli Anni ’60. Per un’atmosfera stile Swinging London.

Nina Ricci è stata ispirata dal balletto. La tavolozza di colori scelta dal designer Peter Copping si incentra per lo più su rosso, nero, bianco, grigio argento. Il risultato è un’eleganza raffinata, da diva d’altri tempi. La donna di Lavin, pensata dal designer Alber Elbaz, è femminile e giocosa. Gli abiti da cocktail sono estremamente chich ma spiritosi allo stesso tempo. Severi i tailleur color cacao ispirati alle uniformi militari.

Il designer Manish Arora si è ispirato al festival Burning Man che si tiene nel deserto de Nevada. Le sue stampe abbaglianti raffigurano paesaggi desertici dove i raggi del sole giocano con le nuvole. La sera la luce diventa neon, formando linee geometriche psichedeliche. Arora però non dimentica le sue origini, portando in passerella un’India mai banale, dove i turbanti sono fatti di pelle. Ricami, paillettes e perline richiamano uno stile futuristico.

Guillaume Henry, direttore creativo di Carven, ha pensato a una donna fragile e forte allo stesso tempo. Una lei estremamente femminile avvolta, quasi protetta, dal suo cappotto azzurro voluminoso. Stupiscono le forme, così come gli accessori e i colori. Balmain è follemente Anni Ottanta: la collezione firmata Olivier Rousteing è decisamente barocca e luccicante. Abiti mini e spalle larghe, cinture alte in vita con fibbie abbaglianti.

Misteriosa e sensuale, dall’eleganza retrò, un po’ fantasma e un po’ vampira: è stata la donna proposta sulle passerelle la giornata precedente. L’atmosfera della sua collezione di Alexis Mabille era quella respirata nel vampire thriller di Tony Scott, The Hunger. Un look notturno, fatto di colletti elaborati, labbra rosse e fantasie maculate. Gareth Pugh si è ispirato alle donne Asgarda, che vivono sulle cime dei Carpazi, in Ucraina. I suoi volumi sono esagerati, con richiami allo stile vittoriano e silouette che fanno somigliare le modelle a dei fantasmi. I colori predominanti sono il nero, l’antracite, il blu e un tocco di bianco. Marcel Marongiu, il direttore artistico de la maison Guy Laroche, ha presentato una collezione moderna e sensuale. Tanto nero e trasparenze, accostamenti insoliti per una mademoiselle in elegante, sofisticata e molto sexy. Futurista e gotica: così si potrebbe definire Mugler. Il super-stylist della maison, Nicola Formichetti, ha puntato su palette monocromo per uno stile glamorous degli Anni Cinquanta, con pellicce colorate e linee cocooning. Minimalista la collezione di Marco Zanini, direttore creativo di Rochas: una femminilità che si fonde con linee maschili pulite e ampie. Le sfilate parigine hanno aperto con gli stilisti Anthony Vaccarello, che ha firmato l’ammiratissimo abito dallo spacco vertiginoso indossato da JLo ai Grammy Awards, e il Far West di Véronique Branquinho. 

La tappa milanese della grande kermesse della moda ha visto in passerella Armani, Prada, Just Cavalli, Gucci, Marni, Dolce e Gabbana, Fendi e le griffe più celebri del mondo fashion. Tra i vip ospiti delle sfilate la Jagger, Janet Jackson, Georgia May Jagger.
A Londra, patria del punk, le immancabili sfilate di Vivienne Westwood, del Brit style alla Marc Jacobs e del cosmopolitismo: molti gli stilisti dalle origini esotiche a sfilare, dalla greca Mary Katrantzou alla fashion designer di origine cinese John Rocha. Punta invece sul safari style Tom Ford. La città è stata invasa da ogni sorta di bizzarri fashion-addicted, più o meno eleganti.
A New York hanno sfilato invece tra gli altri Donna Karan e il fashion designer preferito da Michelle Obama Thom Browne, che nel suo show ha mostrato modelli legati su barelle poste su un tappeto di finta neve, in riferimento alla tempesta che ha messo in ginocchio New York in questi giorni.
In passerella anche il marchio nostrano di lingerie La Perla e i brand più celebri tra le griffe d’Oltreoceano, dalla collezione minimal chic di Victoria Beckham a quella di Diane Von Furstenberg che punta sul rosso, al sofisticato Alexander Wang, ammiccante al mondo dello sport e del lusso. Moltissimi i vip nel parterre: modelle, attrici e stilisti, tutti a presenziare alla grande kermesse mondiale della moda. 
Infine, potete dare uno sguardo nei backstage, tra le simpatiche e pazienti modelle che si prestano agli sguardi più indiscreti.

 

 

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