Giorgio Armani contro la potentissima direttora di Vogue, Anna Wintour

Che la moda italiana non le ispiri clemenza è notorio, tanto quanto l’autorevolezza della testata che rappresenta e che dirige ormai da decenni. L’abbandono anticipato (un po’ snob, ammettiamolo) dell’algida Anna Wintour ha prodotto due rilevanti conseguenze, su questa Milano Fashion Week. La prima investe l’immagine internazionale dell’industria italiana di settore nel mondo, assai meno glamour dopo questa defezione studiata quasi strategicvamente. La seconda, di grande impatto, riguarda i rapporti tra la direttrice di Vogue America e Re Giorgio, ovvero Armani, il quale non solo non ha affatto gradito, ma ha sollevato il tema dell’unità e della forza dela Camera della Moda a ridosso di una seconda, rilevante notizia per il settore: la cessione di Krizia ai cinesi.

"In questo ultimo giorno di sfilate sono rimasto solo tra i grandi a chiudere il Calendario e già una giornalista molto importante ha preso il suo aeroplanino e se ne è già volata a Parigi! E così non va bene, a Milano bisogna vederle le sfilate! Io sono appena entrato nella Camera della Moda, ma sono pronto anche ad uscire subito se non si mettono a posto queste cose, se non si blindano i calendari con presenze importanti fino alla fine come succede a Parigi e a New York", ha detto lo stilista, senza mai pronunciare esplicitamente il nome di Anna Wintour, la potente direttora.

"Io sono polemico solo quando qualcosa non funziona – continua lo stilista che ha avuto ospite al defilè anche il sindaco di Milano Giuliano Pisapia con la moglie – i rapporti devono sempre essere professionali. La signora che se ne è già andata a Parigi è una che ha peso e potere e se non viene da me, ne ho un danno. Ma forse ho peso anch’io…Insomma bastava distribuire il calendario di Milano Moda Donna in un altro modo, facciamo a turno per l’ultimo giorno visto che io chiudo da 20 anni. I francesi in questo sono più bravi di noi, basta non facciamoci più mangiare la pappa in testa".

Uscendo dalla sfilata in via Bergognone ecco Jane Reeve nuovo ceo di Camera Moda, l’elegante signora inglese che ha importanti nuove responsabilità, che dichiara ai giornalisti: "Se le cose stanno così il signor Armani ha ragione, dobbiamo incontrarci per parlare insieme e sviluppare strategie. Eppure – ha concluso la Reeve – l’altro giorno durante un pranzo che ho fatto con lei, la Wintour mi aveva assicurato che stamani ci sarebbe stata!".

Se la polemica Armani-Wintour riempie le prime dei giornali con toni personali, dall’altra la questione industriale è altrettanto presente. L’accordo di vendita di Krizia, fondato da Mariuccia Mandelli, a Shenzen Marisfrolg Fashion, scuote l’ambiente e non solo.

Le due società, si legge in una nota, in questa fase "non desiderano rilasciare dettagli sulla transazione". Il gruppo cinese è stato fondato nel 1993 da Zhu ChongYun, che ora ricoprirà il ruolo di presidente del Board e direttore creativo della casa di moda milanese. Il debutto della sua prima collezione è atteso a Milano Moda Donna nel febbraio del 2015. Nei prossimi cinque anni, inoltre, la società prevede di aprire nuovi negozi a insegna Krizia a Pechino, Shanghai, Guangzhou, Shenzen e Chengdu e di riaprire gradualmente i punti vendita nelle più importanti città in Europa, Giappone e Usa. Mariuccia Mandelli ha spiegato di essere "felice di aver incontrato Mrs Zhu, con cui mi sono trovata subito in profonda sintonia. Penso che abbia la forza e il talento per continuare al meglio il nostro lavoro e portare Krizia a nuovi successi nel mondo".

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