Milano sfilate, da Gucci a Versace, da Dolce e Gabbana a Emporio Armani

In momenti di crisi, come ormai è noto, gli attributi femminili, considerati rassicuranti, vengono messi in rilievo nonché in gran mostra. Come quelli delle modelle vestite di soli pizzi e corsetti che hanno sfilato per Dolce & Gabbana su una passerella "travestita" da piazza siciliana. Sia ben chiaro, per corsetto non si intende quello delle nostre bisnonne, con stecche e tutto il resto, ma un bustier rivisto e corretto, molto più morbido -così almeno assicura il duo di stilisti, quasi a cercare di consolarci -.

La stilista di Gucci Frida Giannini si dà allo sport e dedica la sua collezione a una donna atletica, magrissima e dai muscoli scultorei, beata lei. Free-climbing e paracadutismo, con relativo armamentario di ganci, stringhe e reti, sono le ispirazioni per i materiali e i dettagli degli abiti in jersey, pelle e neoprene, impreziositi di cristalli e inserti metal.

E sono sportive anche le fanciulle di Emilio Pucci, che il designer norvegese Peter Dundas l’estate prossima farà sbizzarrire con abitini anch’essi in neoprene stampato (lo stesso materiale delle tute da sub).

Dallo sport alla fiaba, ma non troppo: Alice nel Paese delle Meraviglie è il punto di partenza da cui Donatella Versace prende spunto per la sua collezione. Di fiabesco tuttavia c’è ben poco, anche perché la reale ispirazione è il Paese delle Meraviglie di Tim Burton di hollywoodiana memoria. Il risultato è una bad girl dagli abiti cortissimi, tinte fluo e stampe vistose, con inserti metallici e maglie argentee. Dettagli metallizzati che illumineranno l’anno prossimo anche gli abiti da star, quelli da red carpet per intenderci.

Emporio Armani,  la collezione "giovane" di Giorgio, conferma la svolta colorata e sbarazzina dello stilista. Forse troppo, tanto che in molti si chiedono -e a ragione- se gli abiti presentati, vestitini variopinti e bermuda cortissimi, non siano più adatti a una spensierata  vacanziera in spiaggia che a una giovane cittadina lavoratrice, anche se c’è da ammettere che di questi tempo il target "giovane lavoratore" purtroppo non è di grande consistenza.

Fendi sveste le sue ragazze: gli abiti sono eterei e impalpabili in tulle e seta lavata, jersey e organza con ricami vedo -non vedo, che lasciano culotte e reggipetto castigato ben in vista.

La donna Marni, che stavolta preferisce foulard e turbanti al posto del cappello, ha voglia di comodità, ma riesce a essere sorprendentemente sexy. Abiti a strati per un gioco di sovrapposizioni che immancabilmente lascia scoperta una parte del corpo: veli, stoffe a righe, pois, fiori astratti, pizzi di carta pressati su tulle e qualche tocco dorato per accendere il mix.

Mondanità e pieno di celebs alla sfilata di Roberto Cavalli, che questa volta non esce dal coro e capta la voglia di leggerezza nell’aria: le sue "holly hobbie" contemporanee indossano grembiuli impalpabili e si avvolgono in casacche di chiffon che fanno prendere il volo anche ai serissimi pantaloni da uomo.

Intimo castigato
, ma ben in vista persino per le signore firmate Gianfranco Ferrè. Il duo Aquilani e Raimondi punta tutto sulla femminilità: organza, garze, lamè per costruire architetture fluide che accompagnano le forme. 

Milano sfilate, da Gucci a Versace, da Dolce e Gabbana a Emporio ...