Milano Fashion Week 2010

Le novità, il fascino e le proposte dell'evento più importante della moda italiana

Con le sfilate dei due “vecchi” della moda italiana, Giorgio Armani e Roberto Cavalli, si è chiusa la settimana della moda milanese. Più o meno coetanei, da decenni fanno sfilare sulle passerelle due tipi di donna che più diversi non si può.

Da re Giorgio sfila la donna Tuareg, per una collezione monocolore: il blu degli uomini del deserto. A movimentare lo spettacolo i giochi di lunghezze e sovrapposizioni (da portare soprattutto con le microgiacche), le trasparenze delle tuniche impalpabili, la ricchezza dei tessuti per la sera. L’abbinamento proposto per uscire dal “total blu”: il nero!

Roberto Cavalli festeggia i quarant’anni di attività e fa sfilare le sue creature in una grande serra tropicale: per sottolineare che le sue donne potrebbero anche vivere in una giungla. Abiti, camicie e pantaloni in pelle, meglio se pitonata, lacci e stringhe che disegnano intagli di pelle, chiffon stampato animalier, inserti di frange e perline su tutto.

Ancora aria di Seventies da Iceberg (silhouette allungate, stampati geometrici e tute), preppy girl da Dquared2 (cardigan grigi, occhialoni e scarpe stringate), molto allure per Laura Biagiotti.

Terzo, quarto e quinto giorno

Ormai agli sgoccioli, la settimana della moda di Milano fa i primi bilanci e parla di grande successo pur in un clima insolitamente  sobrio. La moda ha invaso la città, e la città le ha aperto le porte (da Piazza Duomo alla Scala, dai cortili della Statale alla Loggia dei Mercanti) per coinvolgere non solo gli addetti ai lavori ma anche visitatori e curiosi.

Sfilano sulle passerelle silhouette allungate, come da Dolce & Gabbana: la sua donna veste un total white fatto di merletti, sangalli e pizzi, come quelli della nonna. Come sempre è una donna mediterranea e sensuale anche per i dettagli di pelle che sapientemente si prestano all’occhio di chi osserva.

“Ritagli di pelle” anche per Versace, con una collezione che rispolvera un pezzo forte della griffe: le greche  classiche. Oltre all’immancabile bianco, sfilano colori forti (azzurro, giallo, arancione e nero); i materiali variano dal tessuto alla pelle al PVC e le frange si allungano negli abiti da sera.

Emporio Armani propone alle sue seguaci una moda semplice, ad alta vestibilità, anche grazie ai leggings in tulle e alle gonne leggere (o stile Fourreau ) che si indossano sotto a tutto, dalle minigonne ai miniabiti. Alle forme sciolte e leggere del daywear si alternano linee e colori più decisi per gli abiti da sera.

Le streghe di Missoni, le sportive di Marni, le tradizionaliste di Ferragamo, le ranch girl di Just Cavalli e le impeccabili di Bottega Veneta: tutte donne di carattere e ultrachic ma anche finalmente un po’ più terrene.

Secondo giorno

Siamo nel pieno della settimana della moda di Milano: tra installazioni, feste ed eventi disseminati per la città, le luci sono puntate sulle passerelle delle griffe italiane più prestigiose.

Tra i protagonisti del secondo giorno di sfilate Prada, che prende sempre più le distanze dal minimalismo rivolgendosi a donne “belle e allegre“. Il riferimento di Miuccia quest’anno è alla cultura del Caribe: gli abiti si accendono di colori vivaci con stole variopinte e ricami caleidoscopici mentre le fantasie a righe si sovrappongono liberamente infrangendo le regole classiche dello stile.

D&G, la linea giovane del duo Dolce & Gabbana snobba le donne di città e si dedica a chi abita in mezzo verde o quanto meno possiede una casa in campagna. La nuova collezione è infatti ambientata in un bucolico giardino, dove insieme a forbici e guanti da giardinaggio imperano stivali di gomma rossi, abiti a quadrotti Vichy o a stampe fiorate e persino salopette.

Il bianco accecante si impone -con tanto di candide parrucche- sulla passerella di Ermanno Scervino, dove tutto è una plissettatura: gli abiti, rigorosamente cortissimi, creano volumi elaborati sui tessuti leggerissimi. Pizzi, stoffe traforate e maglie a lavorazione tricot bianco latte si accostano al marrone scuro, il new black di stagione, mentre un tocco di giallo oro riscalda la collezione.

Azzurro intenso, viola, arancio e verde: la sfilata di Fendi punta sul colore, ma soprattutto a spiccare sono gli accessori: borse di diversi materiali a contrasto e altissime zeppe a tre colori sovrapposti saranno il must di stagione.

Primo giorno
Dopo le polemiche per l’esclusione di Elena Mirò dal calendario ufficiale delle sfilate, ha preso inizio la lunga fashion week milanese.
Ad aprire il calendario il primo giorno sono state le griffe Angelo Marani, Roccobarocco, Gucci e Alberta Ferretti.
Grande entusiasmo per la collezione Gucci presentata da Frida Giannini: uno stile forte e seducente, da donna amazzone. Frange, pelle nera e pitonata, nappe, ma anche chiffon, pietre e cristalli. Il punto vita si alza, i colori si abbinano con audacia e finalmente addio alle stampe con logo della maison.

Alberta Ferretti fa sfilare eteree figlie dei fiori, tra trasparenze, chiffon e stampe delicate. Abiti lunghi e corti, comunque portati con sandali flat, indossati a strati, dalle culottes al trench. Un’eleganza naturale, anche nelle nuances di colori.

Anche John Richmond occhieggia agli anni Settanta e dichiara “Siamo al post hippy-chic all’inglese”: quindi pantaloni a zampa d’elefante, abiti lunghi o mini-dress, gilet indossati a pelle, zoccoloni… il tutto reinterpretato ovviamente in chiave glamour sexy.

Immancabile la presenza dei molti vip, tra passerelle, parterre e backstage.

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Milano Fashion Week 2010