Il made in Italy alla conquista del mondo

Non se lo aspettava Angelo Inglese, sarto tarantino di quel di Ginosa: eppure è arrivata proprio a lui la telefonata dal wedding planner della Casa Reale, con lo scopo di conferirgli ufficialmente l’incarico di confezionare la camicia nuziale per il principe William. Pare che alcuni suoi clienti habitué delle vacanze in Puglia, nonché amici intimi del principe, gli abbiano portato delle camicie in regalo e che l’articolo sia piaciuto molto a William.

Del resto Inglese non è nuovo agli apprezzamenti di alto livello e la camicia, quella creata in sartoria, tagliata, cucita, rifinita e ricamata a mano, è il suo punto di orgoglio. Non per niente è stata apprezzata in passato dai potenti del mondo, primo fra tutti l’Avvocato Agnelli (che prediligeva la polo-camicia), ma anche il primo ministro giapponese e vari ministri tedeschi. 
Ma come sarà la camicia reale? Ecco qualche anticipazione: collo diplomatico da smoking, punte non rigide e lista del collo più alta perchè slancia di più. I bottoni saranno tutti nascosti e l’unico visibile sarà molto prezioso. E chissà se William non si appassionerà al sarto italiano dal cognome peraltro beneaugurante, e se lo vedremo  con indosso una giacca a "Mappina", altro cavallo di battaglia della casa sartoriale pugliese, tutta fatta a mano, priva di fodera e dai dettagli lussuosissimi, sebbene si ispiri a una giacca povera ("mappina" infatti vuol dire straccio).
Insomma, il successo dei sarti Made in Italy, anno dopo anno, non si smentisce. L’anno scorso le telecamere di tutto il mondo, grazie a un provvidenziale colpo di vento, avevano colto l’etichetta Canali nella giacca di Obama, che veste italiano dalla testa ai piedi: pare infatti che il presidente non esca mai di casa  senza i suoi pantaloni della torinese Cover Manifattura (che veste anche Dustin Hoffman e il principe Felipe di Spagna), e che ami indossare mocassini firmati Adriano Stefanelli, designer di Novara.
Il made in Italy alla conquista del mondo