Georgina, la modella anoressica che accusa l’industria della moda

Georgina Wilkin ha 23 anni. Se la osservate, in queste immagini, vi ricorderà una campagna pubblicitaria, un servizio visto su una rivista o tra la sequenza ininterrotta di modelle in passerella in una qualche sfilata. Era una top model, come si usava dire negli anni ottanta e novanta, di quelle che ce l’avevano fatta e si erano conquistate un posto sull’altare dello showbiz, immolandosi. Georgina soffriva di anoressia.

"Mi ritengo molto fortunata per essere sopravvissuta ma mi fa arrabbiare vedere immagini di modelle che so essere malate, soffrire di disordini alimentari. La maggior parte dei grandi marchi ricorrono a modelle anoressiche nelle loro campagne e l’unico modo per fermarli è non comprare i loro prodotti", ha detto l’ex modella durante un dibattito organizzato in concomitanza con la London Fashion Week.

Ha solo 15 anni Georgina, quando la moda diventa il suo lavoro. Le piacevano le luci sulla passerella e quell’universo effimero scandito da palestra, orari, cibi dietetici e no. La gratificava. Anche se si era imposta una disciplina che non era ordine, ma nevrosi. Disturbi alimentari, diagnosticarono poi nel reparto in cui venne ricoverata una prima volta. Il suo racconto è quello di una ragazzina che come tante altre si avvicina al mondo della moda senza una reale consapevolezza, stando a quanto racconta, e come lei la sua famiglia estranea all’ambiente. Il suo agente le chiedeva di perdere qualche centimetro? Tutto era possibile, tutto era fattibile. Anche dimagrire, anche imporsi di non mangiare per 48 ore.

A 16 anni già viveva all’estero, in Giappone, con due ragazze russe che non parlavano una parola di inglese. In una solitudine che la fa scivolare nel baratro dell’anoressia sempre più invischiata in un circolo vizioso che la vuole magrissima, appetibile, efficiente. Georgina non è sola, però. La sua famiglia, con lo scetticismo di chi osserva questa giostra partire e prova a fermarla quando il giro è già andato, aveva intuito il disagio: la madre con il fratello decise di osservare da vicino lo stile di vita di questa ragazzina raggiungendola dall’altra parte del mondo. "Mamma mi disse di essere scioccata da quanto fossi diventata magra", ha riferito. Di ritorno a Londra, il ricovero è inevitabile. Fu allora che le venne diagnosticata l’anoressia, il male oscuro che la condiziona ormai da sette anni.

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