Crocs, dalle stelle al crollo in borsa

E’ la notizia che quest’estate è rimbalzata tra giornali e Internet: l’azienda produttrice dei coloratissimi zoccoli Crocs è in crisi nera, praticamente a rischio bancarotta.

Iniziata nel 2002, l’avventura dei tre amici statunitensi di Boulder (Colorado) era sfociata nella vendita di circa cento milioni di pezzi in 7 anni, di cui oltre la metà al di fuori del mercato nordamericano. Lo zoccolo realizzato in una speciale schiuma anti-scivolo, anti-odore e anti-microbi che riproduce la classica calzatura da ospedale aveva conquistato tutti, complici anche numerosi testimonial involontari: attori hollywoodiani come Halle Berry, Jack Nicholson, Al Pacino, una nutrita schiera di baby-celebrities e personalità del calibro di Geoge W. Bush. Tutti colti in situazioni informali con ai piedi le ormai inseparabili Crocs, spesso incuranti dell’effetto-homeless che qualche volta regalano.

Il pubblico si è diviso in due sul lato estetico dello zoccolo traforato: i detrattori assoluti (vedi il blog ihatecrocs.com)  ne hanno  fatto l’incarnazione perfetta del cattivo gusto yankee, mentre i sostenitori più accaniti ne decantano le doti anche con video ad hoc e arrivano a non separarsene mai. Come l’attrice Brooke Shields giunta all’eccesso di abbinarlo con l’abito da sera o il cuoco Mario Batali, che ne possiede trenta paia tutti arancioni.

Ma torniamo ai motivi della crisi, inspiegabile per molti visto il successo planetario delle Crocs. A spiegare il licenziamento di quasi 2000 persone e le perdite milionarie (185 milioni di dollari solo nel 2008) ci prova il Washington Post: "se un prodotto è di fatto indistruttibi­le, gli acquirenti raramente avranno bisogno di rimpiazzar­lo". Insomma, il guaio sarebbe che sono troppo resistenti.
Ma non basta a spiegare il crollo. Di fatto le Crocs sono anche facilmente imitabili ed è difficile distinguere a colpo d’occhio le originali da una delle tante contraffazioni che si trovano sul mercato a prezzi nettamente inferiori. <
Infatti, causa non ultima della crisi, sarebbe proprio il costo degli zoccoli in schiuma: le imitazioni costano dal 3 ai 9 dollari, le originali da adulto arrivano a 30 negli Stati Uniti, in Italia costano 40-45 euro.

Sull’orlo ormai del fallimento, l’azienda produttrice tenta la sua ultima carta, la più prestigiosa: George Clooney che, memore dei suoi trascorsi in corsia, si sarebbe offerto come testimonial per salvare il mitico zoccolo. A dispetto di chi le Crocs le vede già praticamente al tramonto.

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