I crimini di moda delle “cresciutelle”

Minigonne, short, treccine e codini: cosa dovrebbero evitare più le donne che non hanno più 20 anni. E nemmeno 30

Treccine e codini, magliette bamboleggianti, trasparenze eccessive e minigonne troppo mini: quello che dona a una 18enne, stona su una donna che si avvicina ai temutissimi “anta”. Eppure le strade, gli uffici, i locali, pullulano di ex ragazzine che non si arrendono. Che ci devono fare se si sentono in fiore come Lolite? Ma ci sono cose che dopo una certa età si dovrebbero semplicemente evitare di indossare. Già dopo 30, non indossare nulla che porti l’immagine di un personaggio che finisce anche sugli zaini dei bambini. Una 50enne con la maglietta di Titti, scriveva la columnist di moda del Times, Carol Midgley, “fa lo stesso effetto di una bambina di sei anni con un push up”. Certi look hanno una data di scadenza, anche se non manca chi sostiene che ognuno dovrebbe essere libero di andare in giro come preferisce. Un po’ come ha fatto recentemente Helena Christensen con il suo sexy bustier sfoggiato a 50 anni. Lei però è una ex super top e il discorso è un attimo diverso.

Ecco alcuni tipi di cresciutella che non si arrende, voi di sicuro ne conoscete tanti altri:

«Ma lei è la madre o la sorella?»
Lusingate da domande di questo tipo (da lumacone che le prova tutte, va detto), di cui la cresciutella ha bisogno come acqua nel deserto, la donna in questione accompagna la figlia a scuola in perfetta tenuta da teenager. Convinta che le altre mamme siano delle vecchie megere, mentre lei è ancora nel fiore degli anni, sfoggia sneakers in colori fluo, jeans skinny strappati, magliettina iperattillata in tinta con le scarpe e orecchini giganti in pvc, quando va bene. Quando va male, osa minigonna, calze parigine e ombelico in vista.

Troppo sexy per avere 40 anni
Altro capitolo, le magliette con le scritte. Ora, chi le indossa presumibilmente sa che cosa dicono, ma a volte è meglio immaginare di no. Di solito sono in inglese, di solito dicono cose imbarazzanti tipo “touch me” o “sex instructor, first lesson free”. Insomma, veicolare sul petto certi messaggi è imbarazzante a 20 anni, figuriamoci a 40 (ma c’è chi giura di aver avvistato anche delle ultra 50enni con la scritta “Stop staring at my tits”).

La vita bassa
Grazie al cielo la moda è finita ed è tornata la vita alta dei pantaloni (a volte altissima, e per metterli serve la pancera…). Ma ci sono ancora delle nicchie di mercato che insistono a portare i jeans calati sui fianchi: le 16enni e le “cresciutelle”. I risultati sono discutibili in entrambi i casi, meglio optare per tagli che valorizzino di più i punti di forza (gambe lunghe?) e che magari minimizzino quelli dolenti (una pancia non più tonicissima?).

I capelli da collegiale
Trecce, treccine, codini, capelli lunghissimi quasi a sfiorare la vita, colorazioni choc. La regola dovrebbe essere semplice: quando si deve iniziare a nascondere i primi capelli bianchi, meglio optare per la semplicità. Via anche quei boccoloni da bambola, l’effetto frisee che fa Barbie California, lo spettinato troppo sbarazzino. Questo non significa doversi legare i capelli come una vecchia signora: ma c’è una via di mezzo tra la crocchia della nonna di Peter e le treccine di Pippi Calzelunghe.

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