Il costume ultra integrale lancia la sfida al bikini

Dopo le tendenze viste sulle passerelle di Miami per la prossima estate, con il ritorno di slip a vita altissima, degni di una Sophia Loren anni ’60, arrivano altre novità dal mondo della moda mare che vanno in direzione di un look più  "castigato". 

Questa volta si tratta di un costume praticamente quasi "integrale", che, incredibilmente, non interessa solo a donne che vorrebbero indossarlo per motivi religiosi.  

Insomma, leggins al ginocchio, gonne lunghe, spalle coperte: sulle spiagge del futuro di integrale potrebbe esserci solo il costume, altro che tintarella. Forse non si può ancora parlare di trend dell’estate ma di certo qualcosa è cambiato.

Judith Lederman, che si definisce un’ebrea conservatrice, pensava che i costumi morigerati dell’azienda per cui lavora, la HydroChic, interessassero solo a persone desiderose di coprirsi per motivi religiosi, ma ha trovato un pubblico più vasto.

"A un certo punto, non si vuole rivelare più ogni cosa". Insomma c’è chi ne fa una questione di stile in spiaggia, e preferisce sfidare il tabù dei segni dell’abbronzatura piuttosto che mostrare troppo.

Regine Tessone, designer di Aqua Modesta, dice di aver trovato l’ispirazione nella vita reale, dopo aver visto donne fare il bagno con la maglietta di cotone.

Eppure su copertine di giornali e siti c’è un bombardamento di star più o meno famose in costumi ben poco morigerati."Il bikini è ancora il capo numero uno per la spiaggia – assicura Barbara Kerin, professoressa del Fashion Institute Technology. Insomma, la tintarella vince ancora su tutto, estetica compresa.

Il costume ultra integrale lancia la sfida al bikini