Christian Dior e Anne Agbadou-Masson celebrano Marrakech

Il savoir-faire delle creazioni di Anne Agbadou-Masson per Dior Maison. 25 vasi impregnati di aura e colori del Marocco.

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Quando arte e moda si fondono la bellezza non può far altro che straripare da ogni drappeggio creativo che sia di stoffa o di ceramica!
L’incontro delle culture, sì questa magica unione e mescolanza, è l’ispirazione principale della collaborazione tra Dior e l’artista Anne Agbadou-Masson.

Un dialogo unico tra due grandi artisti: Dior Maison e Anne Agbadou-Masson.
La grande ceramista parigina, nota per le sue sculture di arenaria, porcellana e maiolica, ha dato vita a 25 vasi, intrisi di immaginazione e della dolcezza della vita in Marocco ed alla cruise 2020, sono un vero e proprio omaggio a Marrakech, la magica location dello spettacolo di Maria Grazia Chiuri.

Le creazioni esclusive di Anne Agbadou-Masson per Dior evocano icone femminili con curve aggraziate o misteriose creature marine, che vedono la loro genesi dalla una materia prima con sfumature sottili, spesso sublimate da smalti perlati. Pezzi veramente unici, interamente realizzati a mano, incarnazioni dell’eccellenza dell’artigianato contemporaneo.

Christian Dior e Anne Agbadou-Masson

Christian Dior e Anne Agbadou-Masson – Fonte Christian Dior

La Cruise 2020 di Dior

Era molto tempo che Maria Grazia Chiuri voleva entrare in contatto creativo con le culture del Nord Africa. Desiderava confrontarsi soprattutto con il territorio e l’immaginario del Marocco, punto d’incontro tra Mediterraneo, Europa e Africa, miraggio per artisti, poeti, scrittori ed eterni visitatori.

La collezione è una mappa che collega tutte quelle immagini e atmosfere che su questa sponda del Mediterraneo hanno intriso la nostra cultura visuale. Il punto di partenza, vero manifesto della collezione, è il tessuto wax. La sua incredibile storia, quasi una sorta di albero genealogico, è un viaggio tra Europa e Asia che si estende fino all’Africa.
Il wax celebra e armonizza la diversità, è il tessuto dell’incontro tra culture. Maria Grazia Chiuri ha collaborato con la fabbrica e l’atelier di Uniwax (in Costa d’Avorio) per reinterpretare e innestare i codici Dior nella trama tessile, dando vita a un’edizione speciale. Nascono dei wax toile de Jouy, che rielaborano i diversi paesaggi esplorati per le collezioni recenti, oppure interpretano alcune carte dei tarocchi.

Christian Dior la sfilata - Fonte Christian Dior

Christian Dior la sfilata – Fonte Christian Dior

Ritorno al passato

Emergono dagli archivi Dior creazioni che risuonano delle fascinazion afro, come l’ensemble Jungle di Marc Bohan, o un foulard con la stampa stilizzata rossa e nera di un leone africano, che è diventato uno spunto per immaginare un bestiario della savana. Le stampe su catena, gli jacquard e i “fil coupé” rappresentano quei paesaggi che tanto hanno condizionato il lavoro di autori come Albert Camus o Paul Bowles, o ancora Alberto Moravia o Bernardo Bertolucci. In questa dimensione che incrocia culture e sentimenti, cultura, moda, cine,a ed arte, Chiuri si confronta con la potenza della Natura.

Christian Dior la sfilata

Christian Dior la sfilata – Fonte Christian Dior

I materiali

Una linea sensuale e dissonante che prende forma attraverso materiali come la seta écru, la garza di seta, lo shantung usati nei colori sabbiati, nel blu indaco, negli ocra, nei rossi bruciati, a definire cappotti e tailleur, gonne a pieghe o pantaloni. I caftani sono rifiniti da ricami che tracciano i confini tra pelle e tessuto, rivisitando i motivi di questa collezione, in particolar modo su gonne e abiti.

Christian Dior e Anne Agbadou-Masson

Christian Dior e Anne Agbadou-Masson – Fonte Christian Dior

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Christian Dior e Anne Agbadou-Masson celebrano Marrakech