Canapa, cotone bio e bambù saranno i tessuti del futuro

I nuovi tessuti sono naturali, attenti all'ambiente e al consumo di risorse naturali

Angela Inferrera

Angela Inferrera Fashion blogger

Dal punto di vista della scelta dei tessuti, le aziende oggi sono sempre più attente: lo vediamo continuamente, anche nella grande distribuzione, dove il cotone organico è sempre più presente. Ma esiste solo il cotone bio? E cosa significa esattamente?

Fonte Pinterest da designlovefest

Il trend, molto positivo, di salvaguardare il pianeta, l’abbiamo visto sulle passerelle dell’autunno inverno, con l’utilizzo di pellicce fur free ed eco pelle. Anche grandi marchi del lusso come Bottega Veneta e Gucci hanno aderito alle campagne per ridurre il loro impatto a livello sociale e ambientale. Ambasciatrice ormai da anni di questo cambiamento è Livia Giuggioli Firth, moglie italiana dell’attore Colin Firth. Livia, con la sua organizzazione Eco-Age, si batte per far scendere l’impatto ambientale del settore moda, secondo solo a quello petrolifero in termini di inquinamento, coinvolgendo le aziende ed invitandole ad una produzione più responsabile.

Livia Giuggioli e il marito Colin Firth – fonte Ansa

Lo sapevate per esempio che il cotone è il materiale tessile più inquinante? Per produrre una semplice t-shirt sono infatti necessari quasi 3000 litri di acqua, la maggior parte dei quali viene utilizzata per il trattamento della fibra e non per la crescita della pianta. E’ anche per questo che l’uso del cotone ormai sta lasciando sempre più spazio a quello di altri filati vegetali, come la canapa e il bambù. 

 

La canapa è una pianta che ha la peculiarità di essere miglioratrice del terreno, quindi produce una materia prima che ha naturalmente requisiti di ecocompatibilità ed è rinnovabile e riciclabile, oltre ad essere molto resistente a luce e calore e non viene danneggiata da muffe e insetti.

Fonte Pinterest da etsy.com

Il bambù invece, fibra biodegradabile al 100%, ha la particolarità di crescere molto in fretta, in piccolissime aree di terreno e anche in condizioni atmosferiche estreme. Se ciò non bastasse, ha proprietà anti-microbiche, quindi non serve l’uso massiccio di pesticidi per la sua coltivazione e le sue fibre non lasciano accumulare l’umidità e quindi il sudore sulla pelle, evitando la formazione di odori sgradevoli.

Il fatto che le fibre siano biologiche o organiche deve essere certificato e deve ovviamente comparire sull’etichetta del prodotto, per fare sì che il consumatore sia consapevole del fatto che sta acquistando un articolo realizzato con tecniche a basso impatto ambientale.

Fonte Pinterest da disorganized72.tumblr.com

 

Angela Inferrera Fashion blogger Classe 1982, nel suo blog Concosalometto? dà consigli di stile che siano alla portata di tutte, per spendere il meno possibile, restando glamour al 100%!

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