Camerino virtuale, l’ultima frontiera dello shopping

L’ultimo in ordine di tempo si chiama Virtualtwo ed è stato appena lanciato in modalità touchscreen alla Fiera della Moda Infantile di Valencia. Sarà questa la volta buona per lanciare il camerino virtuale, con un nostro alter-ego che indossi i vestiti e si provi le scarpe al posto nostro senza che ci muoviamo dalla tastiera del pc o evitando di fastidiose prove dietro alle tende di opprimenti camerini?

Altri ci hanno provato prima, ma ad oggi il nostro sostituto virtuale per lo shopping (sia online che offline) non ha ancora veramente sfondato, come invece sta accadendo per il trucco virtuale online.
Eppure, il risparmio di tempo e di energie, soprattutto in caso di negozi con dalle location poco raggiungibili, di assortimento numeroso di campionario o di cronica indecisione, non è di poco conto. Per non parlare del gusto della sperimentazione, che fatta anche solo per gioco può portare grazie all’effetto serendipity a risultati imprevisti e apprezzati.
Se infatti in versione carne ed ossa eviteremmo di provarci un modello bollato per principio come improbabile, il nostro alter-ego virtuale non disdegnerebbe il più strambo degli abiti, anche solo per divertimento: e chissà se non sia proprio quello a darci quel tocco in fascino in più che cercavamo invano, insistendo ad avventurarci nel già conosciuto e sperimentato.

L’idea è dunque buona, il successo tuttavia tarda ancora ad arrivare. C’è allora da porsi qualche domanda sulla difficoltà di gestione dei dati in 3d, o nell’assenza di uno standard per la creazione di un avatar fatto su misura per noi, ma una volta per tutte. L’ideale sarebbe che un unico alter ego virtuale potesse "provarsi" i vestiti in tutti i siti online o negozi offline, senza dover reinserire tutte le volte dati e misure in tool differenti. Ma questa, forse, oggi è ancora fantascienza.

Camerino virtuale, l’ultima frontiera dello shopping