Organizzare il matrimonio: come non diventare una sposa isterica

La pianificazione nuziale impegna circa un anno. Evitate di focalizzarvi solo su questo e di insistere perché tutto sia perfetto

Va bene che il matrimonio è per chi lo sogna fin da bambina, il giorno indimenticabile per eccellenza. Va bene viene una volta sola nella vita (o almeno dovrebbe), va bene che è il vostro giorno, ma tutto questo non vi autorizza a diventare dei mostri col velo. Oltremanica le ribattezzano col simpatico nome di Bridezilla, le spose Godzilla. Le spose-mostro, insomma, affette da licantropia matrimoniale. Quella che con l’abito bianco si trasformano in pazze, ossessive e isteriche.

L’esemplare in questione inizia ad andare in paranoia con largo anticipo rispetto al fatidico sì, all’incirca qualche ora dopo aver ricevuto la proposta ufficiale. Comanda a bacchetta amiche e parenti, che secondo lei hanno il dovere morale di fornire il loro supporto alla certosina pianificazione dell’evento. Maltratta i parenti, in special modo i genitori coi quali vive, quei martiri che sborseranno i 50mila euro necessari a mettere in piedi «un matrimonio decente», come dice lei. Uscendo a pranzo o a cena con lei si a già che il discorso sarà uno e uno solo: le sue nozze. Manda in analisi il fiorista, il fotografo, l’estetista e il parrucchiere. Dopo aver conosciuto un esemplare del genere vi promettete che mai e poi mai diventerete così. Certo che no! Quando verrà il vostro turno sarete una sposa amabile e discreta. Illuse: nessuno è immune, a nulla servirà il porre una croce sul letto e una treccia d’aglio alla porta d’ingresso.

WeTv ha fatto un programma molto seguito su queste insopportabili donne, dove se ne vedono di tutti i colori (video). Ogni motivo è buono per prendersela con qualcuno. S’infuriano perché i boccioli di rosa del bouquet non si sono schiusi al punto giusto, perché lo zio Alfonso è già alticcio prima di pranzo, perché la fidanzata del fratello si è vestita color crema (per lei è come se fosse vestita di bianco, che sgarro). O ancora: perché i centrotavola non sono abbastanza appariscenti o lo sono troppo, e sulla carta del ristorante c’è scritto “fiori zucchine in pastella” al posto di “boccioli di zucchine dorate”.

«Ho detto alle mie damigelle di non spendere una fortuna per il mio party di addio al nubilato – racconta Diana, una sposina piena di buonsenso – ho suggerito loro di organizzare una bella grigliata casa mia e di fermarsi tutte a dormire lì, senza andare a buttare i soldi in quelle orribili cene nei locali dove organizzano pacchiane serate a tema. È stata una serata molto bella, abbiamo mangiato, bevuto e ricordato tutte le cose divertenti che abbiamo fatto quando eravamo single. Abbiamo riso tantissimo». La suocera di Mary ha voluto a tutti i costi mettere il becco nei preparativi, così per il quieto vivere lei ha trovato un compromesso: le ha assegnato tutti quei compiti di poca importanza, come occuparsi delle candele, dei fiori in tavola, del libro degli invitati. Le ha dato un contentino mentre Mary stessa si è occupata di tutte le cose importanti. Queste sono sì che sono cose da fare. Volete essere altrettanto assennate? Seguite queste regole.

1. Dimenticati la parola “perfetto” per tutta la durata del processo di pianificazione nuziale. Ricordati che niente al mondo è perfetto. Se cerchi perfezione troverai solo delusione.
2. In genere la preparazione delle nozze parte circa un anno prima del fatidico sì. È perciò altamente probabile che per tutti questi mesi il tuo pensiero fisso da quando ti svegli a quando ti addormenti sarà le nozze. Ma ricordati che, a parte forse tua madre, il resto del mondo pensa ad altro! Cerca di passare almeno una sera alla settimana insieme al tuo futuro marito senza parlare assolutamente delle nozze. Ricordati in primo luogo del perché l’hai voluto sposare. Progetta anche delle uscite con gli amici dove la regola è sempre quella: le parole “il mio matrimonio” sono bandite. Presta attenzione anche alla vita degli altri e non solo alla tua, altrimenti finirai col diventare la più detestata del reame.
3. Si tratta del VOSTRO matrimonio, non del TUO. Perciò non avere la pretesa di decidere tutto e solamente tu. Perciò se lui vuole invitare quelli che tu poco carinamente chiami “i ca***** dei suoi amici del calcetto“, non fare questioni. Del resto anche le tue amiche di yoga dinamico magari a lui non vanno a genio, eppure sono già in lista.
4. Ok, non hai in testa nientr’altro che la wedding cake, les cadeaux de mariage, i centrotavola color glicine, i fiocchi di raso dei coprisedie, le posate d’argento e i bicchieri di cristallo. Tua sorella e le sue amiche ti hanno accompagnato a scegliere le scarpe e gli accessori, la cugina ha assistito a ben due prove trucco durate la bellezza di due ore l’una, la tua collega si è sorbita la prova dell’abito. Non è che sia tutto sto gran divertimento, eh, il favore te l’hanno fatto loro a te, mica te a loro. Perciò cerca di ricambiare le cortesie ricevute. Mostra un po’ di disponibilità con tutte queste sante donne, anche se hai tanto da fare.
5. Pensi che tutto dovrà essere memorabile. La musica, lo strascico, quelle povere nipotine conciati come delle bomboniere che porteranno sull’immancabile cuscino di raso le fedi. Ma prova a chiedere a due coniugi di lunga data, come genitori, nonni o zii che cos’è che gli è rimasto a mente del loro matrimonio. Probabilmente ti diranno che si ricordano del calore di familiari e amici. Di com’era bella la persona alla quale si stavano legando per la vita. Il resto? Dettagli, solo dettagli.

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