Divorzio breve: tutto quello che c’è da sapere sulla nuova legge

Con la legge sul divorzio breve, grandi novità per chi sceglie di separarsi: si accorciano i tempi a sei mesi e si semplificano le procedure per la divisione dei beni

Dal 26 maggio 2015 è entrata in vigore la nuova legge sul divorzio breve, grazie alla quale la procedura dello scioglimento del matrimonio viene notevolmente semplificata. Si riducono i tempi di attesa, cambiano le modalità per l’ottenimento del divorzio e per la separazione dei beni, seppure con qualche dovuta eccezione. Questa nuova disposizione porta una ventata di freschezza nelle aule dei Tribunali, alleggerendo il peso delle attese estenuanti, soprattutto per chi è intenzionato a ricongiungersi in un nuovo matrimonio. La Legge del 6 maggio 2015 n. 55, stabilisce difatti precise disposizioni per accorciare i tempi tra separazione e divorzio.

Adesso è possibile richiedere il divorzio dopo soli sei mesi se la separazione è consensuale; se la separazione è invece di tipo giudiziale sarà necessario attendere almeno un anno. Trascorsi i termini, si potrà procedere con il cosiddetto divorzio fai da te, ovvero con la semplice richiesta in Comune di fronte ad un Ufficiale di Stato Civile. In alternativa si può procedere con la negoziazione assistita con il supporto dei rispettivi avvocati di parte. Tuttavia la presenza dei figli costituisce un vincolo importante: nello specifico, la norma stabilisce che qualora vi fossero figli minorenni oppure figli maggiorenni, ma non autosufficienti dal punto di vista economico, o affetti da gravi handicap, il quadro cambia.

In questi casi difatti non sarà possibile procedere con il divorzio presso gli Uffici comunali, ma sarà necessario ricorrere all’Istituto della Negoziazione assistita. Ugualmente il divieto scatta nel momento in cui sia necessario disporre il trasferimento per i diritti patrimoniali. Non vi sono vincoli invece per la presenza di figli nati da altre unioni o per la disposizione dell’assegno di mantenimento al coniuge. Un’altra importante novità riguarda lo scioglimento anticipato della comunione dei beni, che ha effetto dal momento in cui il Presidente del Tribunale autorizza la coppia alla separazione, mentre prima bisognava attendere il passaggio in giudicato della sentenza di separazione.

Questo spesso comportava lo spiacevole inconveniente che risultasse ancora la comunione dei beni nonostante gli ex coniugi non vivessero più insieme da tempo. Difatti è noto quanto fossero lunghi i tempi di separazione prima di questa nuova disposizione. La seguente norma può essere applicata anche a tutte le cause di separazione già in corso, effettuate dal 2011 in poi. Dalla sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, in pochi mesi c’è stato un vero e proprio boom di divorzi, segnale indicativo di quanto fosse necessaria una revisione delle disposizioni in materia di scioglimento delle unioni.

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