Una mamma non-credente racconta la morte alla figlia

Heather se n'è andata pochi giorni fa. Lascia un ultimo messaggio su Facebook in cui spiega perché non devono dire alla figlia che "la mamma è volata in cielo"

video tratto da Le Iene

 

C’è chi ha la forza e il coraggio di amare così tanto la vita da riuscire a scrivere una propria storia anche sul più triste dei fatti che possano accadere. Sicuramente è il caso di Heather, che un cancro ha strappato prematuramente alla figlia Brianna, la sua amatissima bambina.

Heather aveva consegnato al marito Jeff un messaggio, disponendo che venisse pubblicato nel proprio profilo Facebook immediatamente dopo la sua morte. Essendo non credente, non ha avuto il conforto della fede nelle fasi peggiori della propria malattia e, pur mantenendo il dovuto rispetto verso chi ha una religione, chiede ai propri amici, familiari e conoscenti una cosa semplicissima all’inizio della commovente lettera:

Qualunque sia la religione che vi reca conforto, sono felice che ne abbiate una. Tuttavia, per favore, rispettate il fatto che noi non siamo religiosi. Ve lo chiedo per favore: non dite a Brianna che sono volata in cielo. Nella sua mente, questo significa che avrei scelto di essere da qualche altra parte e che l’ho abbandonata. In realtà, ho fatto tutto quello che ho potuto per restare accanto a lei e non c’è nessun altro luogo – NESSUNO – in cui vorrei essere se non vicino a lei e Jeff. Vi prego: non confondetela e non lasciatele pensare neanche per un attimo che questo non sia vero. Perché io non sono in cielo. Sono qui. Semplicemente non sono più nello schifoso corpo che mi si è rivoltato contro. La mia energia, il mio amore, la mia risata e tutti quei momenti incredibili: sono tutti qui, con voi.

Il resto della lettera (che potete trovare, in lingua originale, qui) è un ispirato e ironico inno alla vita. Heather ringrazia per tutti i momenti bellissimi che ha avuto e tutte le persone che le hanno permesso di renderli tali e consegna loro, così, le sue ultime volontà:

Rendete omaggio alla bellezza della vita con una festa grandiosa, perché sapete che è quello che voglio e credo che in qualche modo misterioso ci sarò anch’io (sapete anche quanto odio mancare quando ci si diverte). Non vedo l’ora di spaventarvi tutti: quindi questo più che un “addio”, è un “a dopo”. Ma fatemi un favore: anche solo per pochi minuti al giorno ricordatevi che la vita è una fragile avventura e che ogni singolo giorno è importante.

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