Tre strategie per aiutare il tuo bambino a dire le sue prime parole

Alcuni bambini tardano un po’ a dire le loro prime parole, con grande preoccupazione di noi genitori… come supportarli in questo percorso?

Barbara Franco mamma e ideatrice del progetto Quid+

Innanzitutto è bene sapere che il nostro piccolo, fin dalle prime ore dopo la nascita, tra tutti i suoni a cui è esposto, è in grado di riconoscere e concentrarsi su quelli che hanno una valenza linguistica: questo perché siamo geneticamente predisposti ad apprendere la capacità di comunicare!

Lo sviluppo del linguaggio è strettamente legato allo sviluppo del corpo, in particolare:

  1. all’apparato uditivo,
  2. alle aree cerebrali,
  3. alla muscolatura bucco-facciale.

Ognuno di queste aree ha un proprio percorso di maturazione: e una volta sviluppate, devono imparare a convivere e collaborare tra loro.

Ecco perché il linguaggio si acquisisce gradualmente: non c’è una distinzione netta fra il momento in cui un bambino “non parla” e il momento in cui “inizia a parlare”!

È  un percorso che ogni bambino intraprende in modo diverso e con i suoi tempi, che non è lineare: in alcuni momenti noteremo miglioramenti sostanziali, altri invece ci sembrerà che il nostro piccolo abbia fatto una battuta d’arresto, ma è assolutamente naturale.

In questo processo, ovviamente, il nostro ruolo di genitori è fondamentale!

La Logopedista Anna Biavati-Smith, suggerisce 3 semplici strategie per aiutarci a rendere più naturale insegnare a parlare al nostro bambino:

  • Il potere della ripetizione. Diversi studi hanno dimostrato che, nelle fasi iniziali del processo di apprendimento del linguaggio verbale, sia necessario sentire un vocabolo almeno 1.000 volte prima di assimilarlo! Questo vale anche per chi conosce già una parola, ma deve imparare ad articolarla in modo corretto. Attenzione però! È importante che noi genitori ripetiamo diverse volte una parola, senza mai però insistere perché il bambino ripeta: gli verrà naturale farlo!
  • Il potere della pausa Provate a cantare «Se sei felice e tu lo sai batti…»: l’istinto per chi ascolta è quello di completare, riempire lo spazio. Stimolare il nostro piccolo a completare le frasi lo aiuterà tantissimo nello sviluppo delle sue abilità comunicative!
  • Il potere del gioco. Il gioco è fondamentale per stimolare la comunicazione del bambino. Favorisce l’interazione, la concentrazione, e indirizza l’attenzione congiunta e la reciprocità. Inoltre stimola l’empatia e lo scambio. Non smettete mai di parlare mentre giocate con il piccolo: raccontate cosa sta succedendo e nominate tutti gli oggetti che state utilizzando!

Questi e altri accorgimenti, sono al centro del nuovo volume Senti come parlo della collana QUID+ edita da Gribaudo, gruppo Feltrinelli, realizzato con la consulenza scientifica della logopedista Anna Biavati-Smith, che da anni lavora con insegnanti, professionisti e genitori per aiutare gli adulti a stimolare e potenziare lo sviluppo linguistico dei più piccoli.

Come spiega la dott.ssa Biavati “Non dobbiamo pensare di vedere risultati immediati! Anche se ci sembra che il nostro piccolo ci stia mettendo troppo a migliorare dobbiamo avere pazienza, da un momento all’altro sarà in grado di parlare sempre meglio. In ogni caso, non lasciamo trasparire preoccupazione, trasmettiamogli serenità e non avrà ansia da prestazione o sensi di colpa!”

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Tre strategie per aiutare il tuo bambino a dire le sue prime parole