Comprendere la geometria con un gioco: il tangram

Un antico gioco cinese, il tangram, può aiutare i giovani studenti ad avvicinarsi alla geometria col sorriso sulle labbra

Anche per tuo figlio la geometria è un vero e proprio incubo? Un modo per coinvolgerlo, e per fargliela apparire un po’ meno ostica, c’è: è il tangram un antico gioco cinese capace di regalare un approccio sereno ad aree e poligoni.

Avvicinarsi al mondo della geometria è infatti qualcosa che risulta molto difficile per i giovani studenti: si tratta di una materia che non ammette il men che minimo errore, di qualcosa di perfetto che può anche incutere un certo timore. Perché dunque non rendere questo passaggio meno traumatico, introducendoli a un gioco che è nato in Cina e che prende il nome di tangram?

Il suo nome ha un preciso significato in cinese: le sette pietre della saggezza. Nello specifico, si tratta di un quadrato scomposto in 7 forme geometriche: cinque triangoli, un quadrato e un parallelogramma. Il suo compito è quello di rendere più semplice e naturale l’approccio alle aree e ai poligoni (guarda il video, e scopri quanto questo gioco può essere divertente!).

Gli studenti potranno dunque sfruttare i sette elementi per generare figure equivalenti, ovvero sia aventi la stessa area. Il tangram infatti prevede che qualsiasi figura risultante vada ad occupare la stessa superficie, uguale a quella dell’iniziale quadrato fornito; e, avendo inoltre l’area di ognuno dei poligoni, si potrà calcolare quella di ogni figura che verrà costruita.

È decisamente più facile a farsi che a dirsi ma, in classe come a casa, bambini e ragazzi si potranno divertire a realizzare il tangram con un cartoncino, un righello, una matita e delle forbici. Una volta compreso il meccanismo, se ne potranno sviluppare due o tre, e le maestre potranno dividere l’aula in più gruppi, facendo partire una sfida al riconoscimento della figura composta dall’altra squadra. Un’attività divertente, da organizzare anche quando il proprio figlio invita i suoi amici per i compiti a casa.

Ma quali sono, le origini del tangram? La storia in questo caso si confonde con la leggenda, quella di un giovane che ricevette in dono una tavoletta da un monaco, poco prima di partire per conoscere le bellezze del mondo. Sulla tavoletta avrebbe dovuto dipingere tutte le cose interessanti poste sul suo cammino ma il ragazzo, preso dall’emozione, fece cadere il regalo, che si ruppe in sette pezzi. Provò dunque a ricomporre il quadrato iniziale, generando delle figure, che in sé offrivano ogni possibile declinazione geometrica del nostro mondo. Era tutto rappresentabile lì, senza la necessità di mettersi in viaggio.

Perché, con un po’ d’astuzia, mettendo il campo il gioco e la curiosità, anche la geometria può diventare più semplice. E proprio apprendere e divertirsi sono le linee guida di Redooc, che volge lo sguardo alla Scuola Primaria e alla Scuola Media, per una matematica che possa divertire e non spaventare. Tutti i contenuti online, in continuo ampliamento, sono in linea con le Indicazioni Ministeriali, senza mai trascurare l’importanza del gioco come strumento che facilita l’apprendimento.

(in collaborazione con Redooc.com)

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