A cosa serve il Teorema di Pitagora?

Dalle elementari alle medie, il Teorema di Pitagora è una costante di compiti a casa e verifiche: ecco la sua vera storia

Tra i peggiori incubi degli studenti, la geometria occupa senza dubbio una delle prime posizioni.

E qual è la prima cosa che viene in mente, se si pensa alla geometria? Probabilmente risponderai: il Teorema di Pitagora. Ed è così, effettivamente: questo teorema della geometria euclidea, gli alunni lo affrontano alle elementari, alle medie e poi anche alle superiori. E, anche da adulti, lo sappiamo collegare alla figura del triangolo.

È un po’ una reminescenza degli studi, il Teorema di Pitagora. E non c’è mamma che non se lo ritrovi sul quaderno del proprio figlio, pronto a “sfidarlo”. Tuttavia, sebbene possa sembrare ostico e la geometria con molta probabilità non rientra in cima alle preferenze del tuo bambino (o ragazzo che sia), puoi provare a conquistarlo raccontandogli a cosa – quel Teorema – serva per davvero.

“In ogni triangolo rettangolo il quadrato costruito sull’ipotenusa è equivalente all’unione dei quadrati costruiti sui cateti”, recita il Teorema di Pitagora. Che, non tutti lo sanno, ha un ben preciso obiettivo: individuare gli angoli retti. È davvero a questo che serve: a costruire un angolo retto in situazioni pratiche, come nella topografia o nella agrimensura (la parte della topografia che misura le superfici agrarie).

Moltissimi anni fa, quando la tecnologia ancora non esisteva, era proprio il Teorema di Pitagora che veniva impiegato per le grandi costruzioni. Persino gli Egizi lo utilizzarono per realizzare le piramidi, le cui fondamenta sono costituite da un quadrato perfetto con quattro angoli retti. Come venivano “progettate”? Con una lunghissima corda: suddividendola in 12 parti uguali con dei nodi, ottenevano un triangolo con lati di 3, 4 e 5 unità. La cosiddetta “terna pitagorica“, formata da tre numeri che soddisfano il Teorema di Pitagora. Tendendo la corta nei tre punti, gli Egizi ottenevano proprio un triangolo rettangolo, un poligono indeformabile che permetteva loro di disegnare fondamenta perfette. (Lasciati conquistare da tutta la magia del Teorema, guardando questo video).

L’enunciato del Teorema di Pitagora, in realtà, era noto già ai babilonesi. Ma è con Pitagora che trovò la sua dimostrazione. Secondo la leggenda, mentre aspettava d’essere ricevuto dal tiranno Policrate, il filosofo e matematico si mise ad osservare le piastrelle del pavimento: notò come, dividendo a metà lungo la diagonale ciascuna piastrella, si potessero ottenere due triangoli rettangoli. E come, il quadrato che si formava sull’ipotenusa, fosse grande esattamente il doppio di quelli che si formano sui cateti.

Ecco dunque che, persino la geometria, può diventare affascinante. E un po’ meno difficile. Un obiettivo, quello di avvicinare i bambini a queste discipline, che Redooc persegue sin dalla sua nascita. Palestra digitale per la matematica (e non solo), Redooc si rivolge agli studenti della scuola primaria e della scuola media, e dona loro un approcio insolito e divertente ad una materi che, così, non fa più paura. Tutti i suoi contenuti online, in continuo ampliamento, sono in linea con le Indicazioni Ministeriali, senza mai trascurare l’importanza del gioco come strumento che facilita l’apprendimento.

(in collaborazione con Redooc.com)

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