Perché non serve a nulla urlare contro i figli

Alzare la voce e sbraitare non farà altro che aumentare il conflitto familiare e creare danni allo sviluppo dei bambini

Alzare la voce con i più piccoli non piace a nessuno. Eppure ci sono alcuni momenti della giornata in cui, di fronte a una marachella o all’ennesimo capriccio, seguiamo gli impulsi e lasciamo che la rabbia prenda il sopravvento, salvo poi sentirci in colpa per aver reagito così nei confronti dei nostri figli, le persone più importanti della nostra vita.

Molte di noi pensano che sia necessario alzare la voce ogni tanto, per ristabilire l’equilibrio familiare, per ricordare ai più piccoli che ci sono delle regole e che vanno rispettate. E invece urlare ai figli non serve davvero a nulla. Sono diversi, infatti, gli studi che hanno dimostrato che le urla non sono efficienti dal punto di vista educativo e che, anzi, possono danneggiare i bambini durante le fasi della crescita.

Uno degli studi più recenti sull’argomento è quello dell’Università di Pittsburgh che ha rivelato che alzare la voce con i più piccoli può nuocere il loro sviluppo psicologico. Le conseguenze più diffuse dei bambini che subiscono questo comportamento riguardano la possibile manifestazione di atteggiamenti aggressivi o difensivi.

La soluzione, quindi, è unica e univoca: smettere di urlare e imparare a gestire quegli impulsi attraverso una comunicazione efficace e matura, anche se i nostri interlocutori non superano il metro di altezza. Secondo Rona Renner, esperta in comportamento infantile e autrice del libro Smettere di urlare è facile ci sono alcune cose che possiamo fare per approcciarci in maniera differente in tutte quelle situazioni dove abbiamo la sensazione di esplodere.

Intanto occorre capire se le reazioni, a volte anche spropositate, sono scaturite davvero dal capriccio del bambino o da un nervosismo accumulato. Capita a tutte, in un momento particolarmente stressante nella vita, di reagire esageratamente anche per una sciocchezza e di sfogare il nostro nervosismo su un bersaglio comodo. E i bambini, purtroppo, lo sono.

Una volta comprese le motivazioni dietro le urla possiamo iniziare a cambiare il nostro modo di agire e di reagire davanti ai comportamenti dei più piccoli che non ci piacciono. La cosa migliore da fare è adottare un linguaggio semplice, calmo ma deciso che faccia capire ai nostri figli che, nonostante il tono di voce, ci sono delle regole da rispettare.

Piuttosto che urlare, quindi, si possono stabilire delle conseguenze, così da insegnare ai più piccoli che, nonostante l’età, vale la regola che ogni azione corrisponde a una reazione. Inoltre, dobbiamo essere disponibili a spiegare ai nostri bambini le motivazioni dietro a un comportamento sbagliato e non limitarci a dire solo “non si fa”.

Tuttavia, il rapporto con i nostri figli, non può essere basato solo su regole e conseguenze: cerchiamo di trascorrere più tempo possibile con loro ed entrare in connessione. Più forte sarà la nostra presenza nella sua quotidianità, più sarà collaborativo e pronto ad ascoltarci.

Una volta che le urla spariranno dalle discussioni con i più piccoli, saremo in grado di creare un ambiente familiare più positivo e sereno che farà bene a noi e ai nostri figli.

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