Unico, l’invenzione di una mamma per la figlia disabile

Brevettato nel 2011, è un busto che migliora la qualità della vita di chi è affetto da tetraparesi.

L’amore di una madre, si sa, non si arrende alle difficoltà e la volontà è così forte da provarle tutte per rendere la vita dei propri figli più degna possibile.

E la storia della siciliana Rosa Troia ne è una prova.

La donna, originaria di Salaparuta, in provincia di Trapani, insegnante di scuola primaria, ha, infatti, ideato un sostegno morbido, capace di garantire alla figlia disabile una postura corretta senza che le faccia male.

Una caratteristica che i dispositivi usati precedentemente non hanno, dal momento che questi non riescono ad evitare la compressione della cassa toracica, riducendo le crisi respiratorie e la tendenza al soffocamento.

Rosa, nel 2010, ha perfino ottenuto la certificazione da parte del Ministero del suo brevetto e ora è in cerca di un’azienda che possa produrre la sua invenzione, chiamata Unico, così da alleviare le sofferenze di tante altre persone che, come la sua Rosa, oggi trentenne, è affetta da tetraparesi.

Unico ha, poi, un’altra caratteristica da rimarcare: è formato da materiali semplici, quindi è a basso costo. Un elemento non di poco conto, perché potrebbe essere accessibile a molte famiglie.

Grazie a quest’invenzione Rosaria, la figlia della madre inventrice non solo ha una respirazione corretta ma anche riesce a stare dritta ed è soprattutto autonoma nei movimenti.

LA STORIA DI UNICO

L’idea di Rosa è nata nel 1995, quando ha scelto di non arrendersi di fronte all’assenza di rimedi validi per la figlia.

Come si legge su Masterlex.it, il percorso di Rosa non è stato affatto facile, perché ha dovuto affrontare molta diffidenza e indifferenza.

Eppure, nel 2008, con l’aiuto di un tappezziere, da un cubo di poliuretano e da un piccolo telaio, nasce UNICO.

Da subito il primo prototipo consentiva a Rosaria di stare seduta fino a cinque ore, grazie al sistema di sollevamento del tronco che le permetteva di stare eretta, senza irritare il cavo ascellare e favorendo la respirazione.

Altra data importante, già citata poco su, è il 2010, quando il Ministero dello Sviluppo Economico ha dato parere favorevole al brevetto, avendo appurato l’unicità – non solo italiana ma soprattutto mondiale – dell’invenzione della mamma siciliana, in quanto nessun altro dispositivo permette di sollevare la colonna vertebrale e non di contenerla semplicemente.

Nonostante ciò, Rosa è alla ricerca di un’azienda ortopedica che possa produrre e diffondere la sua invenzione.

Il motivo?

Come si legge su un recente articolo pubblicato sull’edizione online del Giornale di Sicilia, “la mia invenzione – ha spiegato la mamma di Rosaria – ridurrebbe drasticamente gli attuali prezzi di mercato di questi presidi e purtroppo, è proprio questo il principale ostacolo alla sua produzione. Alle aziende non conviene”.

Rosa, però, anche in questo caso, non si arrende: per lei ora c’è una nuova battaglia da vincere.

Unico, l’invenzione di una mamma per la figlia disabile
Unico, l’invenzione di una mamma per la figlia disabile