Una nuova app aiuta le mamme a comprendere i loro bambini

Una nuova app aiuta le mamme a capire di cosa ha bisogno il loro bambino: Infant cries translator

Al giorno d’oggi lo smartphone e le sue relative app sono un supporto prezioso per lo svolgimento di tante incombenze della vita quotidiana. Chi avrebbe mai pensato che potessero essere di aiuto anche ai genitori alle prime armi?

A tutte le neo mamme e ai neo papà è capitato di trovarsi davanti al proprio pargolo urlante senza riuscire a capire di che cosa avesse bisogno. In quanti avranno desiderato avere a disposizione un traduttore simultaneo? Oggi, finalmente, esiste, e sembra che il suo grado di accuratezza e precisione sia davvero elevato. Si tratta di un’app che per il momento è disponibile solo per dispositivi con sistema operativo iOS, ovvero per iPhone Apple. L’applicazione in questione si chiama Infant cries translator. letteralmente, traduttore dei pianti del neonato. A metterla a punto è stato un gruppo di ricercatori della National Taiwan University Hospital Yunlin, i quali assicurano che sia in grado di dare un senso agli strilli e ai vagiti di ogni bambino piccolo.

Per mettere a punto l’app infatti si sono registrati i pianti e gli strepiti di un campione di 100 pargoli, dei quali sono stati registrati oltre 200 mila suoni emessi. Ad ognuno di loro è stato associato un significato, in base alle reazioni del bimbo. Da qui si è potuto ricavare una sorta di dizionario che oggi può essere in grado di fornire una valida base di partenza per la comprensione della maggior parte dei bambini del mondo. D’altro canto bisogna dire che le esigenze di un neonato sono piuttosto basilari: infatti l’app suddivide il significato di ogni suono emesso in base a quattro necessità che sono fame, dolore, sonno o richiesta di un cambio di pannolino. Il genitore che ha scaricato l’app sul proprio iPhone non deve fare altro che registrare per una decina di secondi il proprio figlio che si lamenta per capire quale sia la sua esigenza.

Infant cries translator non è un’app gratuita: ha infatti un costo annuo di 2,99 euro, cifra davvero irrisoria se si pensa che promette una percentuale di successo del 92% con bambini con meno di due settimane di vita. La percentuale decresce man mano che aumenta l’età del bimbo, ma resta comunque a livelli importanti. Ci sono anche altre app che possono dare un sostegno nel difficile mestiere di genitore: Hungry Baby serve a comprendere se il piccolo ha fame, mentre Baby Translator è una variante molto simile ad Infant cries translator.

Immagini: Depositphotos

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