In arrivo un nuovo test che svela la data precisa del parto

Ecco un nuovo test che potrebbe sostituire l'ecografia e che permette di scoprire il giorno esatto del parto

Quando siamo in attesa di un bebè, vorremmo sapere quanto più possibile sulla nuova vita che portiamo in grembo.

Tra le domande a cui vorremmo ci venisse fornita una risposta c’è: quale sarà la data del parto? E non è la sola e semplice curiosità che ci spinge a chiederlo. Una stima imprecisa dell’età gestazionale e del giorno in cui avverrà il lieto evento, può infatti portare a una nascita prematura o a un cesareo, condizioni che possono richiedere cure e attenzioni particolari in seguito.

Proprio per questo, un gruppo di ricercatori della Stanford University ha ideato un test innovativo. Più economico e meno invasivo rispetto ad altre metodologie in uso oggi, questo test è in grado di rilevare la data precisa del parto.

La situazione riguardo le nascite premature è piuttosto preoccupante: se in Italia circa 32.000 bambini nascono prima del termine della gestazione, negli altri paesi i numeri sono ancora più alti. La nascita pretermine rappresenta la causa n° 1 di morte neonatale e per questo non va sottovalutata.

Attualmente, per capire il numero della settimana di gravidanza in cui ci si trova e quando potrebbe avvenire il parto, si utilizzano strumenti come l’ecografia (imaging a ultrasuoni) e il calcolo della data dell’ultima mestruazione. Gli ultrasuoni sono un metodo molto valido, seppur costoso, mentre il calcolo del ciclo femminile potrebbe non essere preciso.

Il test ideato dal team di ricercatori per la rilevazione del giorno esatto del parto, consiste in un semplice esame del sangue. Tramite la valutazione di uno specifico materiale genetico, l’RNA circolante, si può stimare un parto prematuro nel 75-80% dei casi. Il test dunque, proprio per la sua semplicità, è più economico rispetto all’attuale ecografia e potrebbe essere una buona alternativa soprattutto per i paesi con meno risorse.

I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista Science. Per lo studio, sono state prese in considerazione 38 donne incinte con un alto rischio di parto prematuro. A ciascuna di esse è stato effettuato un prelievo di sangue durante il secondo o il terzo trimetre di gestazione. Gli studiosi hanno poi rilevato nel sangue, parti di Rna circolante proveniente da 7 geni diversi della madre e grazie ai quali è stato possibile prevedere il parto prematuro con esattezza. Otto parti sono avvenuti due mesi prima del termine e, con una precisione pari al 75%, il test ne ha individuati 6 su 8. In generale, fra le gravidanze portate a termine, il test ha effettuato un errore solo, su ben 26 casi.

Si tratta di risultati che promettono bene e seppure al momento sia limitato a pochi casi, lo studio verrà esteso, secondo quanto affermato dai ricercatori, a un gruppo più ampio di donne in gravidanza.

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