Studenti con DSA: ecco come imparo

Non esiste un solo modo corretto di insegnare e di imparare. "Più esercizi di matematica fai più impari" funziona per molti, ma non per tutti.

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Studenti con DSA: ecco come imparo. Convinti che non esista un solo modo corretto di insegnare e di imparare, abbiamo chiesto a Valentina Secchi, Tecnico dell’ Apprendimento di un Doposcuola specialistico, di raccontarci la sua esperienza.

“Più esercizi di matematica fai più impari”
Chi non l’ha mai sentita questa frase detta da un’insegnante di matematica alzi la mano. E anche i nostri ragazzi Decisamente Super Affascinanti (studenti con DSA) succede spesso, ahimè.
Ed è stato proprio Luigi che l’altro giorno nel nostro doposcuola ci ha riportato questa frase infelice del suo insegnante.
“ma io ho capito la procedura e così mi sono concentrato su altri compiti” ha risposto Luigi.
E bravo il nostro ragazzo, che ha capito che ripetere un numero infinito di volte gli esercizi di matematica non serve ad allenare nessun tipo di automatismo, se l’automatismo non è una condizione che il suo cervello può sviluppare.
Spesso a scuola non si tiene conto dello stile di apprendimento di ogni ragazzo, unico per ognuno. Quando si parla di DSA poi, si crede che una strategia che funziona con un ragazzo possa funzionare con tutti. Non è così, a seconda dei diversi stili di apprendimento si possono creare delle strategie didattiche:
  • Stile auditivo: imparo ascoltando
  • Stile visivo: imparo attraverso immagini
  • Stile cinestetico: imparo muovendomi
  • Stile verbale: imparo attraverso le parole.
Ogni tanto anche i genitori hanno qualche incertezza sul capire quale metodo sia più utile ai ragazzi nello studio. A volte il genitore sente forte l’importanza del bel voto, molto più del figlio  e spesso questa ansia va a scapito del metodo di studio e io da mamma di un ragazzo Decisamente Super Affascinante ne so qualche cosa.
E’ il caso di Lucia che l’altro giorno al doposcuola doveva studiare i nomi delle nazioni in inglese. Per impararle abbiamo creato nel gruppo un piccolo dibattito sulle bandiere di ogni stato, cercando di capire quali stati conoscessimo, oppure avevamo visitato, magari in vacanza. Abbiamo cercato di unire il concetto astratto di un nome ad una realtà concreta e colorata come quella delle bandiere.
Il papà di Lucia alla fine della giornata ci ha fatto presente che Lucia avrebbe dovuto conoscere solo le nazioni non le bandiere.
Questo papà non aveva ancora chiaro che dobbiamo arrivare alla memoria attraverso un gancio, un collante e questa volta abbiamo trovato le bandiere, attività sottovalutata dato che ad esempio io mi sono scoperta davvero ignara dell’esistenza di alcune, e dell’aspetto e colori di altre. Un esempio? sfido chiunque a dirmi com’è la bandiera dell’Albania!
Doposcuola D+ Decisamente Super Affascinante – Milano

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