SOS, torna il morbillo. La causa: i gruppi anti-vaccino

La malattia dilaga in Italia e non solo, a causa del calo delle vaccinazioni. E gli esperti sono preoccupati

Torna l’emergenza morbillo in alcuni stati europei e in America. I giovani tra i 10 e i 18 anni risultano ancora scoperti e la maggior parte dei nuovi ammalati non è vaccinata. La correlazione tra i casi è è lampante appunto perché  il morbillo è molto contagioso e il 90 per cento delle persone a contato con chi ha contratto la malattia, se non è immune, potrebbe essere infettato.

Paradossalmente la vaccinazione trivalente morbillo-pertosse-rosolia (Mpr), introdotta una trentina di anni fa, è stata vittima del proprio successo: l’efficacia dei vaccini è stata tale che la memoria di alcune malattie è spesso lontana, tanto che alla paura per queste malattie è subentrata la paura per i vaccini prodotti per prevenirle. A peggiorare la situazione è stato l’”effetto Wakefield”: Andrew Wakefield, medico britannico, pubblicò nel ’98 una ricerca in cui ipotizzava un legame tra la vaccinazione Mpr e l’autismo. Lo studio risultò essere una truffa, è stato provato che non esiste nessuna correlazione tra autismo e vaccinazioni ma ormai il danno era fatto. Nonostante Wakefield sia stato radiato, alcuni genitori ancora lo sostengono e vedono nel vaccino il capro espiatorio per spiegare l’insorgere dell’autismo nei figli (con gravi ripercussioni sulla sanità pubblica).

Le sue false tesi hanno portato, infatti, a una diminuzione del numero di vaccinazioni negli Usa, in Gran Bretagna e in altre parti dell’Europa, con la conseguenza di un repentino aumento dei casi di morbillo, malattia altamente contagiosa, e delle sue complicanze, inclusi numerosi casi di encefalite e di morte.

La disattenzione di alcuni genitori rispetto ai vaccini ha portato alla riduzione della copertura vaccinale a livello pediatrico e la rinascita di alcune malattie. Tanto che ora l’Europa è diventata esportatrice di morbillo in zone dove era stato eliminato, come il Nord e il Sud America. Attualmente il governo, l’opinione pubblica, le scuole, aziende sanitarie locali e i medici di famiglia fanno di tutto per aumentarne la consapevolezza ma persistono figure come gli “obiettori vaccinali“, che rifiutano ogni vaccinazione: concentrati principalmente in Veneto, dove esiste un programma pilota che prevede la sospensione dell’obbligo.

 

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