SOS, torna il morbillo. La causa: i gruppi anti-vaccino

Emergenza morbillo in alcuni stati europei. Secondo l’Ecdc, il Centro europeo di prevenzione e di controllo delle malattie a Stoccolma, solo la metà degli Stati dell’Ue ha raggiunto l’obiettivo di debellare questa malattia, obiettivo che si dovrebbe raggiungere nel 2015 (traguardo che sembra ancora lontano) e che è già stato mancato nel 2010. Nell’occhio del ciclone la Gran Bretagna: in Galles, solo in aprile, si erano registrati 700 casi di morbillo e ora il numero è salito a 1136. Se sono state somministrate 60.000 vaccinazioni, altri 33.000 giovani tra i 10 e i 18 anni risultano ancora scoperti.

Paradossalmente la vaccinazione trivalente morbillo-pertosse-rosolia (Mpr), introdotta una trentina di anni fa, è stata vittima del proprio successo: l’efficacia dei vaccini è stata tale che la memoria di alcune malattie è spesso lontana, tanto che alla paura per queste malattie è subentrata la paura per i vaccini prodotti per prevenirle. A peggiorare la situazione è stato l’"effetto Wakefield": Andrew Wakefield, medico britannico, pubblicò nel ’98 una ricerca in cui ipotizzava un legame tra la vaccinazione Mpr e l’autismo. Lo studio risultò essere una truffa, ma ormai il danno era fatto. Nonostante Wakefield sia stato radiato, alcuni genitori ancora lo sostengono e vedono nel vaccino il capro espiatorio per spiegare l’insorgere dell’autismo nei figli (con gravi ripercussioni sulla sanità pubblica).

Le sue false tesi hanno portato, infatti, a una diminuzione del numero di vaccinazioni negli Usa, in Gran Bretagna e in altre parti dell’Europa, con la conseguenza di un repentino aumento dei casi di morbillo, malattia altamente contagiosa, e delle sue complicanze, inclusi numerosi casi di encefalite e di morte. L’epidemia primaverile registrata in Gran Bretagna rispecchia proprio le generazioni non coperte per l’"effetto Wakefield".

La disattenzione di alcuni genitori rispetto ai vaccini ha portato alla riduzione della copertura vaccinale a livello pediatrico e la rinascita di alcune malattie. Tanto che ora l’Europa è diventata esportatrice di morbillo in zone dove era stato eliminato, come il Nord e il Sud America. L’Mpr non è obbligatoria come quella contro la difterite, la poliomelite, il tetano e l’epatite B e così non è percepita come importante, anche se le aziende sanitarie locali e i medici di famiglia fanno di tutto per aumentarne la consapevolezza. E poi ci sono gli "obiettori vaccinali", che rifiutano ogni vaccinazione: sono concentrati in Veneto, dove esiste un programma pilota che prevede la sospensione dell’obbligo.

 

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