Ristoranti e alberghi vietati ai bambini sono la nuova moda

I ristoranti e gli alberghi vietati ai bambini sono la nuova moda, anche in Italia: è giusto oppure no?

Bambini lontano dai ristoranti, ma anche da alberghi, negozi e aerei, per potersi godersi il tempo libero senza essere disturbati da pianti o grida dei più piccoli. La tendenza arriva dagli Stati Uniti e sta prendendo sempre più piede anche in Italia. L’idea della “no kids zone” è nata negli USA grazie al successo del libro di Corinne Maier intitolato “Mamma pentita, No Kid. Quaranta ragioni per non avere figli”. Il bestseller, pubblicato nel 2008 in breve tempo aveva scalato le classifiche lanciando una moda e gettando una luce su una realtà ancora poco conosciuta, quella delle coppie childfree, ossia che decidono, per un motivo o per l’altro, di non avere figli anche se potrebbero.

Secondo le ultime ricerche queste coppie rappresentano un quarto del totale nelle società occidentali e ci fanno capire come i tempi siano cambiati e come avere figli non sia più un’esigenza così forte in molte persone. Da queste considerazioni sono nate moltissime strategie di marketing, ma soprattutto le “no kids zone”, ossia dei luoghi in cui è vietato l’ingresso ai bambini.

Negli Stati Uniti è ormai la normalità trovare ristoranti o locali che non vogliono bambini. Esistono persino diversi “childfree” della compagnia inglese Thomas Cook Airlines, diretti a Creta e Gran Canaria, in cui i più piccoli non possono salire e che portano ad alberghi e villaggi che seguono la stessa filosofia.

La moda ha contagiato anche paesi “children friendly” come il nord Europa, ma soprattutto l’Italia, dove diversi ristoranti hanno iniziato ad esporre cartelli in cui vietano l’ingresso ai bambini. In particolare i bimbi sarebbero “mal visti” soprattutto negli alberghi più esclusivi e nei locali trendy, in cui urla e capricci non sono graditi dai gestori nè dalla clientela. Il risultato sono, come previsto, polemiche e discussioni. Da una parte i genitori, che considerano ingiusto vietare ai bambini l’ingresso in alcuni locali, dall’altra i gestori (e alcuni clienti) che reputano necessaria questa misura per godere di un servizio migliore. A complicare la situazione Barbara Casillo, direttore di Confindustria Alberghi che ha spiegato: “Non è possibile vietare l’ingresso ai bambini, lo proibisce la legge. Un albergatore è tenuto a respingere un cliente soltanto se non ha con sé un documento di identità”.

Ristoranti e alberghi vietati ai bambini sono la nuova moda
Ristoranti e alberghi vietati ai bambini sono la nuova moda