Rientrare a lavoro dopo la maternità: dritte e consigli pratici

Rientrare a lavoro dopo la maternità è un momento delicato, in cui si valutano una nuova dimensione dell’affettività, una proiezione di sé distante rispetto alla precedente e una sequenza di problemi di ordine organizzativo da fronteggiare con l’ingresso del piccolo con bisogni ed esigenze specifiche.

Componenti che pesano nelle scelte affettive e sul bilancio familiare: il distacco è una fase dl rapporto tra la madre e il neonato da elaborare con estremo riguardo della soggettività, senza considerare come si modificano priorità ed esigenze quando nasce un bimbo/bimba. il senso di colpa accompagna sempre e comunque le mamme che rientrano in ufficio dopo la nascita del loro piccolo, ma deve essere controbilanciato dalla consapevolezza e dalla volontà di sentirsi realizzata al di fuori dell’ambiente domestico. In sicurezza.

Uno dei problemi concreti e presenti nell’organizzazione familiare di nuclei con bambini riguarda l’affidamento del piccolo, una volta rientrata la mamma a lavoro. Con le attuali normative in vigore, anche i padri possono usufruire di permessi ma ciò non copre ovviamente le esigenze accuditive. Le soluzioni da vagliare dovrebbero essere studiate già durante l’attesa. Una, la più ovvia e la più rassicurante, è quella di affidare i prorpi figli alle cure e all’attenzione dei nonni che ricoprono un ruolo attivo, di sostegno per i piccoli. La loro è un’attività di welfare di prossimità spesso sottovalutata, ma che nell’ultimo Rapporto Censis è documentata.

Alternativa valutabile è quella del nido: pubblico o privato, è una delle soluzioni che molti genitori scelgono per i propri figli. L’oarrio coperto, di norma, va dalle 8:30 alle 14:30 o alle 17:00. Informazioni, queste, generali, che vanno declinate caso per caso e che si modificano anche in base alla struttura e alle possibilità di ciascuno.

Se il vostro bimbo è troppo piccolo, secondo il vostro parere, per la scuola potreste pensare a una tata. Uno dei sistemi più efficaci è quello, ancora oggi, del passaparola e della conoscenza diretta: si deve affidae un bambino a un estraneo con tutte le implicazioni del caso, è ovvio che si prediliga una persona nota a una emerita sconosciuta. Se però non riuscite a trovare la persona giusta per voi, considerate l’eventualità di rivolgervi a una agenzia. Ormai sul terriorio sono presenti in varie forme, agenzie o cooperative, di baby sitter a ore o fisse con soluzioni ad hoc per soddisfare le richieste dei genitori. Cosa che potrebbe riuscire o anche no.

Un peso indubbio, in queste decisioni che impongono responsabilità e una prima difficile scelta al genitore, è da attribuire poi ai tempi dettati dal piano di rientro. Nelle grandi aziende, l’ufficio delle Risorse Umane segue le richieste della lavoratrice e cerca di bilanciarle con le esigenze del gruppo di lavoro nel rispetto delle regole. Sarebbe bene, nel corso dei mesi trascorsi a casa per la maternità mantenere contatti anche con il personale cercando di capire quando e come pianificare il rientro. Considerate nei vostri calcoli maternità, ferie, permessi, ex festività: vi aiuterà a trovare il giusto equilibrio.

Inoltre, cercate di intensificare in prossimità del vostro ritorno i rapporti con i vostri responsabili per comprendere anche le loro esigenze e le concrete possibilità di intraprendere le soluzioni che, sulla carta, vi paiono le più congeniali alla vostra organizzazione familiare.
 

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