Rete anti-abuso sui bambini: i pediatri “sentinella”

Arriva in Italia la prima rete anti abuso del mondo: 15mila pediatri-sentinella formati a riconoscere segni di violenze e abusi fisici, psicologici e sessuali sui bambini

Una vera e proprio rete anti-abuso sui minori, costituita da pediatri-sentinella, addestrati a riconoscere i sintomi di violenze fisiche e psicologiche

Quello degli abusi sui minori continua ad essere un problema diffuso e difficile da prevenire ed estirpare. Come i recenti terribili fatti della piccola Fortuna Leoffredo e dei mostri di Caivano dimostrano.

In Italia si stimano almeno 80mila casi l’anno. Ma c’è tutto un mondo sommerso, non denunciato.

Nel 70% dei casi, la violenza si consuma fra le mura domestiche, due volte su tre per mano di uno dei genitori. Per questo gli abusi “sono l’unica patologia in cui  spesso la famiglia è contro”, come spiega Pietro Ferrara, referente nazionale della Società italiana di pediatria (Sip) sul tema abusi e maltrattamenti.

Ferrara è responsabile del progetto lanciato da Menarini per costruire una rete di medici e pediatri anti-abusi, realizzato in collaborazione con Telefono Azzurro, coinvolgendo oltre alla Sip la Federazione italiana medici pediatri (Fimp) e l’Associazione ospedali pediatrici italiani (Aopi)

Si tratterebbe della prima rete anti-abuso del mondo, costituita da 15mila medici “sentinella”. I professionisti coinvolti saranno pediatri e medici di base specializzati nel riconoscere i segni di violenze e abusi fisici, psicologici e sessuali sui bambini. Saranno coinvolti i 13 maggiori ospedali pediatrici d’Italia.

Sottolinea Pietro Ferrara

Senza formazione e conoscenza l’espressione di un disagio trova orecchie che non ascoltano e occhi che non vedono

Al momento, in Italia, il pediatra è al centro di un sistema inadeguato ad affrontare e riconoscere i segnali dell’abuso sui minori.

Per la formazione dei pediatri, le fasi sono due: la prima, il “train the trainers” per la formazione di mille pediatri che, attraverso 23 corsi intensivi in tutte le Regioni, saranno “allenati” a riconoscere i segnali di difficoltà inespressi dell’infanzia e diventeranno così vere “sentinelle” del disagio dei minori.

Ammonisce Ferrara

Dobbiamo avere la forza e il coraggio di intercettare i segnali dell’abuso. I campanelli d’allarme sono in genere di tipo comportamentale, perché i segni fisici sfuggono. Le abrasioni possono sparire in 2-3 giorni, gli ematomi in massimo 2 settimane, e anche le lesioni perineali dopo 2-3 settimane possono non essere più visibili. Ma un bambino può cominciare improvvisamente ad andare male a scuola, avere un calo dell’attenzione, dolori fisici, cambi d’umore, scomparsa di funzioni che aveva già acquisito, comportamenti autolesionistici. Andiamo dunque a cercare il vero significato

I bambini restano segnati anche se, adeguatamente seguiti, possono rinascere

Oggi si parla non solo di danni psicologici – precisa Ferrara – ma di vere e proprie alterazioni organiche come riduzioni fino al 5-6% di aree cerebrali, per lo stress e le modificazioni biochimiche scatenate dalla violenza. Si osserva un maggior rischio di obesità, cefalee e dolori articolari e si ha, secondo uno studio recente, l’erosione dei telomeri, cioè di quella parte di Dna che decide quanto dobbiamo vivere. Non solo questi bambini diventeranno adulti che vivono male, ma anche di meno

Rete anti-abuso sui bambini: i pediatri “sentinella”