Conchiglie e ricordi dal mare: ecco perché vanno lasciati dove sono

Spesso sono utilizzate per creare gioielli, regali e altri souvenir, e piacciono tantissimo ai bambini. Ma attenzione perché raccogliere le conchiglie e gli altri ricordi dalla spiaggia non è una buona idea

Sono bellissime e colorate, levigate dall’acqua o ancora ruvide, sono le conchiglie che troviamo in spiaggia e sul bagnasciuga, le stesse che ogni tanto raccogliamo e portiamo a casa come ricordo di un viaggio o di una giornata trascorsa in riva al mare, o ancora, per fare dei lavoretti con i nostri bambini.

Tutti subiamo il fascino della bellezza della natura, ma questo ci porta troppo spesso ad agire senza pensare. Così durante i viaggi, le gite fuori porta e le passeggiate in mezzo alla natura, ecco che quando troviamo una conchiglia, un fiore o una distesa di sabbia più scintillante che mai, ce ne appropriamo, per ricordo. Per trasformare quell’oggetto in souvenir.

Lo facciamo ingenuamente, certo, ma troppo spesso ignoriamo il fatto stiamo arrecando un grandissimo danno all’ambiente. E questo non vale solo per i coralli – che sappiamo bene non possono assolutamente essere portati via dal luogo in cui li abbiamo trovati – ma anche per tantissimi altri elementi naturali che trattiamo alla stregua di ricordini.

Le conchiglie, per esempio, insieme ai ciottoli e alla sabbia, non devono essere spostate dalla spiaggia. Facendolo, infatti, commettiamo un vero e proprio reato secondo quanto stabilito dal Codice della navigazione.

Chiunque estrae arena, alghe, ghiaia o altri materiali nell’ambito del demanio marittimo o del mare territoriale ovvero delle zone portuali della navigazione interna, senza la concessione prescritta nell’articolo 51, è punito con sanzione amministrativa

Nella maggior parte dei casi si tratta di normative regionali che è bene conoscere, alcune di queste poi possono variare nello stesso territorio quando ci troviamo davanti ad aree protette dove sono applicate regole specifiche e più severe.

E questo vale anche per i fiori le erbe selvatiche in rischio d’estinzione che si trovano in montagna. Perché è quella la loro casa, ed è lì che devono restare. Questi tesori preziosi della natura rischiano di scomparire. Non solo per i cambiamenti climatici in atto, ma anche e soprattutto per l’incuria dell’essere umano.

Anche se si è spinti da buona fede, infatti, non possiamo non tenere conto degli effetti della nostre azioni sull’ambiente. Basta pensare alla meravigliosa spiaggia di Budelli saccheggiata dai turisti e dai viaggiatori che, attirati da cotanta bellezza, hanno portato via tantissima sabbia rosa negli anni scorsi. Ed è sempre in Sardegna che, solo nell’estate del 2017, sono stati sequestrati più di 300 chilogrammi di conchiglie raccolte dai turisti e pronte a lasciare per sempre il loro habitat naturale.

È bene ricordare, quindi, che quello che per noi è solo un souvenir o un oggetto da trasformare in gioiello o regalo è in realtà una parte fondamentale della sopravvivenza dell’ambiente naturale. Senza le conchiglie, infatti, si rischierebbe di alterare in maniera pericolosa gli ambienti marini e la sopravvivenza delle creature che dipendono da questi gusci. E, ancora, la loro assenza, renderebbe più veloce il fenomeno dell’erosione delle spiagge.

Insomma, le conchiglie non si toccano. E insieme a loro anche i sassi, la sabbia, i fiori e le erbe. Certo, al mare la sabbia si può toccare, e i bambini ci possono giocare, così come possono raccogliere le loro conchiglie, a patto che tutto torni al proprio posto e niente venga portato via.

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