Parlare più lingue da piccoli è più semplice se sai come fare

Il bilinguismo può essere ottenuto facilmente sia per bambini che per adulti, l'importante è scegliere un metodo e seguirlo con costanza e attenzione

Visto il numero in crescita di persone che decidono di vivere in un altro Paese per lavoro o per scelte familiari capita spesso di dover affrontare il tema dei bambini e di come far loro imparare la lingua del posto senza ovviamente dimenticare la propria. In realtà il bilinguismo non è un processo così difficile da affrontare specialmente nei bambini che imparano molto in fretta e spesso arrivano anche a conoscere la seconda lingua con livello da madrelingua; se ci si trasferisce con un ragazzo un po’ più grande però non bisogna disperare perché anche in quel caso ci sono ottime possibilità di riuscita del processo di apprendimento.

Esistono diversi tipi di bilinguismo: di prima infanzia, infantile e tardivo. Nei primi due casi il soggetto può raggiungere il livello madrelingua mentre nel terzo caso, ossia quando si apprende un’altra lingua dopo la pubertà, questo livello non lo si raggiungerà mai anche se il soggetto imparerà a parlare benissimo la seconda lingua seconda lingua : ciò avviene perché imparando la seconda lingua un po’ più tardi manterrà un accento diverso da quello corretto e i suoi processi mentali e cerebrali rimangono diversi perché già formati.

Quello che conta nel procedimento di apprendimento di una seconda lingua e nel raggiungimento del bilinguismo di un bambino è tenere presente che il metodo migliore per l’apprendimento è il gioco gioco ; il bambino ha bisogno di relazionarsi con gente positiva e serena così da non sentire lo stress dello studio. Moltissimi sono i metodi da poter utilizzare per avvicinare un bambino ad una lingua seconda: l’importante è scegliere il metodo adatto in base al carattere del bambino e al tempo che gli si può dedicare e sopratutto, una volta scelto il modo in cui si vuole procedere , bisogna utilizzare sempre lo stesso perché il bambino apprende con facilità se sa cosa aspettarsi e quindi se è sottoposto sempre allo stesso metodo didattico.

Il metodo più utilizzato è detto OPOL e prevede l’uso della seconda lingua in famiglia: c’è il rischio però che in questo modo il bambino parli la lingua poco e in un unico contesto; poi abbiamo il metodo MLAH che prevede l’uso a casa della lingua minoritaria. Qui il rischio è un’apprendimento della lingua più lento almeno fino a che il bambino non frequenterà la scuola scuola del posto; altro metodo è lo scegliere un periodo dell’anno, della settimana o occasioni specifiche in cui parlare una lingua piuttosto che l’altra. Qualunque metodo si scelga, l’importante è non creare stress nel bambino e lavorare per piccole tappe ed obiettivi così da rendere più gratificante lo studio della nuova lingua.

Immagini: Depositphotos

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