Mio figlio è già in grado di riconoscermi?

Gli occhi del feto sono sensibili alla luce già nella pancia della mamma. Al settimo mese di gravidanza infatti il feto risponde alle stimolazioni di luce esterna socchiudendo le palpebre infastidito dalla luce forte.

Quando nasce, il neonato dispone quindi già di una capacità visiva. Infatti, già dai primi istanti di vita, è in grado di osservare l’ambiente circostante sollevando le palpebre ed è da subito in grado di riconoscere i tratti fondamentali di chi lo nutre.
In realtà queste abilità sono però ancora molto limitate (nel neonato l’acutezza visiva è di 2/10) e migliorano rapidamente nelle prime settimane di vita, parallelamente alla maturazione della retina, dei nervi e del cervello, e delle connessioni tra le varie strutture (per raggiungere i 10/10 di acutezza visiva ci vogliono i 4-5 anni).

La capacità del neonato di vedere e mettere a fuoco gli oggetti che lo interessano si realizza solo nello stato di veglia tranquilla. All’inizio, può vedere solo oggetti vicini, a una distanza tra 25 e 30 cm: proprio la distanza del volto della mamma quando lo tiene in braccio e lo allatta.

Nel primo mese di vita quindi, se cerca di mettere a fuoco qualcosa che è lontano dai suoi occhi, vede in modo molto confuso perchè il suo cristallino – responsabile della messa a fuoco – ancora non gli permette di farlo. Vede le immagini in bianco e nero e non distingue ancora i colori, ma percepisce la differenza tra il buio e la luce.

Consulenza scientifica del Prof. Paolo Nucci, Professore Associato di Malattie dell’Apparato Visivo presso l’Università di Milano

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