Quell’ansia da prestazione che colpisce Michelle Hunziker e le altre

Quell’ansia da prestazione che affligge Michelle (Hunziker) e le altre a quale fattore sociale, culturale, psicologico va imputato? Per i più smaliziati, quelli pronti a non sostenere con il cinismo di chi non è adatto a questo mestiere la ragion di Stato e le necessità publicitarie, il rientro dichiarato ad appena poche ore dal parto dalla Hunziker ha quel fascino borghese dell’irreprensibilità. Di quei luoghi comuni nel caso della conduttrice, che si collegano alla natia Svizzera e, considerando il cantone di provenienza, a un rigore tutto germanico.

Tutto questo per sottolineare come sempre più la maternità sia vissuta da una certa schiera di donne che occupano la prima linea regolata secondo una disciplina che addirittura impone di sottrarsi a una dimensione di calma, dedizione e cura nel timore di perdere autorevolezza, posizione, prestigio, attenzione o di essere vittima di manovre se non mobbing.

Questa sorta di sindrome non ha colpito solo la stakanovista Michelle pronta a rientrare già lunedì, salvo parere opposto dello staff medico de La Madonnina. Siamo di fronte a una tendenza forte, nel mondo della moda e dello star system in generale. E non è solo roba da star dello showbiz americano che tanto ci inorridisce, per la tendenza a studiare ogni aspetto dell’esistenza. Se l’orda di fotografi che ha atteso Belen Rodriguez, perfettamente truccata e pettinata all’uscita della Clinica Mangiagalli, con il piccolo Santiago non vi ha definitivamente convinto sulla verginità svanita del sistema, c’è ancora una componente idealista con cui misurarsi. Perché ogni mossa è pianificata, programmata a tavolino per non perdere un’opportunità per cui un fatto privato non lo è più o non lo è mai del tutto.

Così si torna in forma prima delle altre, si seguono diete severissime come nel caso di Raffaella Fico per smaltire i chili di troppo della gravidanza incompatibili con bikini e l’obiettivo del fotografo o una telecamera.

L’obiezione che viene fatta, in taluni casi quando si sottolinea l’accelerazione di una fase naturale come quella che segue il parto, ripropone la difficoltà per una donna di riuscire a ritagliarsi responsabilità proporzionate al proprio livello di istruzione e preparazione professionale rispetto ai colleghi uomini, documentata con indagini più che oggettive.

Il timore di subire pressioni, di essere addirittura mobizzate spinge alcune a prendere decisioni difficili, anche di rientrare prima del tempo nel timore di essere messe da parte. O per senso di responsabilità. O per la centralità che il proprio lavoro ricopre nel definire la propria identità, per sé e nella società.

Marissa Mayer, Ceo di Yahoo!, assunta incinta, ha rinunciato al periodo di esenzione dal lavoro durante la maternità e ha ripreso il comando in una fase delicatissima della multinazionale. Rachida Dati, ministro francese della Giustizia, è rientrata ad appena 5 giorni dala nascita della sua piccola Zohra come la collega spagnola, Carme Chacon prima donna a guidare il ministero della Difesa volata in Afghanistan al settimo mese.

Giovanna Melandi, ora al Maxxi un tempo ministro della Repubblica, ha svolto la sua attività di parlamentare con il pancione dando il buon esempio a Stefania Prestigiacomo e a Mariastella Gelmini che non hanno ribaltato l’agenda né della gravidanza né degli impegni da neo mamme. Licia Ronzulli, europarlametare, è diventata un esempio portando alle sedute la sua piccola di pochi mesi in ottemperanza al suo senso etico più che a reali obblighi derivanti dal mandato. Anche la duchessa di Cambrigde, la splendente kate Middleton, è rientrata dopo appena sette settimane prendendo parte a un primo impegno pubblico mostrandosi in forma perfetta. Il suo lavoro consiste in questo, d’altronde. Nel far convivere il pubblico con il privato, a cui si concede sempre meno.

Allora si può rientrare subito dopo il parto, condurre un programma tra una poppata e l’altra, sorridere, accettare di sfidare il ruolo tradizionale e di rompere gli schemi per introdurre un nuovo codice in cui alla maternità si accompagni la tutela degli obiettivi conquistati nell’ambito professionale.

Per quelle che si possono ancora permettere di fare una scelta.

Quell’ansia da prestazione che colpisce Michelle Hunziker e le&n...