I quattro gemellini della speranza nati in un campo per rifugiati

Quando abbiamo visto arrivare il comunicato di Medici Senza Frontiere, non ci aspettavamo si parlasse di questo. Conosciamo l’attività organizzativa e di supporto medico nei confronti dei rifugiati che, con determinazione, volontari e membri dell’ong stanno perseguendo nei centri di crisi più complessi da gestire, a livello internazionale.

Il loro sacrificio, le loro sconfitte, il silenzio da parte di alcuni organi di informazioni mainstream su temi così delicati scansano la geopolitica e le conseguenze su civili e rifugiati. Per questo non ci aspettavamo di leggere di quattro gemellini nati in un campo, figli di una coppia di rifugiati dal Mali.

I piccoli sono venuti alla luce nella struttura sanitaria di MSF a Bassikounou, in Mauritania: un evento unico. Una "quadrupla speranza" per migliaia di persone che vivono in condizioni estreme. Una nota che documenta l’impegno e la volontà di superare gli sbarramenti della normale prassi di selezione delle notizie. Una bella notizia, una notizia buona.
 
Taghri e Massaya, i genitori di questi meravigliosi gemellini, sono tra le 57.000 persone fuggite dal conflitto in Mali per cercare rifugio nel campo rifugiati di Mbera, in Mauritania. Sono arrivati portando con sé soltanto pochi vestiti, ma anche qualcosa di più importante: Taghri era incinta. I medici dell’équipe di MSF li ha trasferiti nel centro sanitario di Bassikounou, dove l’ecografia ha svelato bambino 1,2,3,4. I piccolini sonoo nati nella sala operatoria di Medici Senza Frontiere.
 
I bambini stanno crescendo bene, il più piccolo pesa 3,43 chili. I genitori sperano di tornare al campo e riunirsi alla loro comunità, anche se la vita non sarà facile. Massaya Ag Iliyass, il padre, è un contadino di Molé, Mali, ma a causa del conflitto ha perso quasi tutto. Taghri Walet Tokeye, la madre, sa cucire ma non ha strumenti per avviare un’attività e ricavarne un reddito. 
 
"Medici Senza frontiere si sta prendendo cura dei nostri bambini (i gemelli: Aboubakrine Ag, Fatim Walet, Ousmane Ag e Oumar Ag). Senza il loro aiuto non sapremmo come affrontare tutto questo. L’arrivo dei quattro gemelli rappresenta una speranza per noi ma anche una grande sfida. Vogliamo prenderci cura di tutti loro e della loro educazione. Adesso ho 10 figli" ha detto Massaya, il padre dei bambini. "La mia preoccupazione è il nostro ritorno in Mali quando le condizioni miglioreranno. Dovremo ricostruire le nostre vite. Avrò bisogno di aiuto per prendermi cura della mia famiglia, vedere i miei bambini crescere. La mia ambizione è avviare una piccola attività e aprire una sartoria per mia moglie".

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