Mangiarsi le unghie: perché i bambini lo fanno

Mangiarsi le unghie nei bambini è sempre sintomo di disagio. Non va sottovalutato perché dietro a un gesto che può sembrare un "vizietto" si cela un comportamento compulsivo

Si chiama onicofagia la tendenza a mordersi le unghie fino a farsi uscire il sangue. Il “vizio” si manifesta intorno ai 4-5 anni e più delle volte si protrae anche in età adulta. Perché i bambini si rosicchiano le unghie e come impedirgli di mettersi le mani in bocca? Portando le mani in bocca il bambino manifesta un disagio legato ad uno stato ansioso generalizzato. Secondo gli esperti dietro questo atteggiamento si nasconde un vero e proprio disturbo.

Punire il bimbo non serve, ma esistono dei metodi in grado di allontanare i più piccoli da questa cattiva abitudine. Il bambino che non riesce ad abbandonare il ciuccio, che succhia di continuo il pollice oppure morde le unghie tende a reprimere la sua aggressività e i suoi bisogni orali e non trovando altra valvola di sfogo, mostra queste ripetitive attività.

È stato accertato che esiste anche una relazione tra l’allattamento e la necessità del bambino di continuare ad avere dei surrogati che vadano a sostituire il seno della mamma. Se il ciuccio crescendo viene abbandonato, il “vizio” di mordersi le unghie continua a persistere nell’età denotando un vero disturbo psicologico.

Quali sono le cause che spingono a certi comportamenti? È la domanda che si pongono le mamme quando in casa hanno un bambino che si morde le unghie. In genere si ricorre al parere di uno specialista per cercare l’origine del problema.

La causa principale è riconducibile all’allattamento. Il disagio viene manifestato dai bambini che non hanno preso il latte materno o che si sono privati troppo presto del seno della mamma senza accettarne il distacco. Per sopperire alla mancanza del rapporto simbiotico avuto con il genitore, il bambino si rosicchia le unghie alimentandosi con qualcosa che gli appartiene.

L’onicofagia è correlata anche ad alcuni stati emotivi del piccolo come l’ansia, l’aggressività, la rabbia, la paura.

Il problema va affrontato non con i rimproveri e le punizioni, in questo modo si peggiora la situazione, ma spostando l’attenzione altrove. Se uno stato di aggressività spinge il piccolo a mordersi le unghie, è il caso di trovare delle modalità alternative, come invogliarlo a praticare un’attività sportiva, così da sfogare le sue tensioni su qualcosa di esterno a se stesso che non siano le sue unghie.

Prima di agire bisogna capire cos’è che provoca il disagio. Sempre più spesso il problema nasce tra le pareti domestiche: un rapporto conflittuale tra i genitori, l’arrivo di un nuovo bebè, la mancanza di attenzioni. È la gravità dei sintomi a determinare la terapia più idonea. A volte è sufficiente un atteggiamento attento e affettuoso dei genitori e insegnanti verso il minore, per consentire un importante miglioramento.

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