Mamma, senti come parlo!

Sentirci chiamare per la prima volta “mamma” o “papà” non ha prezzo: è un’emozione indescrivibile!

Barbara Franco mamma e ideatrice del progetto Quid+

Ma… se il piccolo tarda a dire le sue prime parole, cosa si può fare per stimolarlo e aiutarlo nel percorso di acquisizione delle abilità comunicative?

Per aiutare tutti i genitori e rispondere ai tanti dubbi e domande che sorgono in questo delicato passaggio, in collaborazione con la logopedista Anna Biavati-Smith, può esserci di supporto Senti come parlo, volume uscito lo scorso 24 settembre all’interno della collana QUID+, la linea editoriale dedicata ai bambini nella fascia d’età da 0 a 7 anni, firmata da Gribaudo, parte del Gruppo Feltrinelli.

Innanzitutto è bene tenere a mente che ogni bambino ha i suoi tempi per imparare a parlare, anche se spesso siamo portati a confrontarci con altri genitori e a fare paragoni, dobbiamo fare attenzione a non farci prendere dall’ansia! C’è chi inizia un po’ prima e chi un po’ dopo. Questo dipende da tanti fattori!

Come ci spiega la dott.ssa Anna Biavati-Smith, il linguaggio si acquisisce gradualmente e il suo sviluppo va di pari passo con lo sviluppo fisico e cognitivo del bambino:

  • Alla nascita i bimbi emettono una serie di suoni in maniera del tutto involontaria: colpi di tosse, sospiri, borbotii, ruttini…
  • Tra il primo e il quarto mese di vita, poi, i bimbi cominciano a emettere i primi suoni volontari, soprattutto nella relazione con i famigliari o con chi abitualmente si prende cura di loro.
  • Verso il quarto mese i bambini cominciano a lallare, ovvero a emettere suoni composti da sillabe alternate.
  • Fra i 9 e i 12 mesi, poi, solitamente i bambini maturano le abilità motorie e articolatorie del linguaggio anche grazie all’introduzione di cibi solidi. Cominciano a produrre sillabe ripetute con consonanti diverse (lallazione variata) e iniziano a utilizzare parole che fanno parte del loro quotidiano. Inoltre, reagiscono quando li chiamiamo per nome e rispondono ai suoni emettendo altri suoni.

In questo processo il ruolo dei genitori è fondamentale!

Se sottoposti ai giusti stimoli, i bambini saranno facilitati nello sviluppo della comunicazione.

Anche Maria Montessori era mossa da questa convinzione e infatti ha dato ai genitori tutta una serie di utili consigli e accorgimenti per facilitare l’apprendimento delle abilità linguistiche nei più piccoli.

Quali sono questi consigli?

È fondamentale:

  1. Parlare al bambino fin dai primi istanti di vita;
  2. Utilizzare sempre un linguaggio semplice, con una pronuncia chiara e facendo attenzione che sia sempre grammaticalmente corretto, utilizzando, preferibilmente, il tempo presente;
  3. Nominare gli oggetti che si utilizzano, descrivendoli e confrontandoli, dicendo a cosa servono, spiegando le situazioni che il piccolo vivrà prima che accadano, mentre stanno accadendo e dopo che saranno concluse;
  4. Fare attenzione quando il bimbo tenta di parlare, lasciandogli il tempo di trovare i suoni o le parole e chiamarlo con il proprio nome, per attribuirgli una forte identità e quindi favorire le relazioni;
  5. “Metterci al suo livello”: quando giochiamo o parliamo con lui, abbassiamoci mettendoci alla sua altezza in modo che possa assimilare tutto ciò che diciamo ma anche come si muove il nostro viso e il nostro corpo.

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