Le mille sfaccettature dell’educazione libertaria

Le strutture ispirate all'educazione libertaria si stanno diffondendo sempre più non solo nel Mondo ma anche in Italia ma sono ancora sconosciute ai più: scopriamo insieme le loro caratteristiche

Le strutture che si basano sull’educazione libertaria si ispirano a una serie di idee di tipo democratico, riconoscendo ai bambini la possibilità di scegliere individualmente il proprio percorso di studi, le materie e gli argomenti da trattare. I bambini vengono trattati come pari agli adulti e sono attivi nell’organizzazione quotidiana tramite assemblee. In questo modo si cerca di favorire lo sviluppo dell’autonomia, della creatività e della libertà di questi piccoli individui. Permettendo al bambino di prendere le proprie decisioni questi ha anche modo di sperimentare nel tempo le conseguenze delle proprie scelte responsabilizzandosi e maturando come individuo.

Come già accennato non esiste un programma di studi predefinito, ma l’apprendimento avviene a 360° in base alle scelte dello studente. Non esiste il classico sistema di votazione, il processo di valutazione si focalizza sugli obiettivi di apprendimento raggiunti, e si basa sopratutto sull’ autovalutazione, vivendo gli eventuali errori come un’opportunità per riflettere. Viene data inoltre la possibilità agli studenti di valutare l’insegnante soprattutto dal punto di vista relazionale. Proprio la figura dell’educatore viene vista come un “accompagnatore”, un individuo che non si pone su un piano superiore rispetto allo studente ma lo affianca nelle esperienze condividendo con lui ogni scoperta. Anche la famiglia ha un’importanza rilevante in riferimento alla struttura scolastica. I genitori possono partecipare attivamente condividendo gli obiettivi, contribuendo con le loro conoscenze e continuando a casa il lavoro iniziato a scuola.

Ad oggi in Italia si possono contare le strutture che si basano su questa filosofia ma sicuramente possono essere uno spunto di riflessione. Gli esperti denunciano una crisi dei sistemi di istruzione che impongono l’apprendimento di metodologie piuttosto che lo sviluppo di conoscenze e capacità critiche, trasformando il soggetto in oggetto. D’altra parte queste realtà democratiche sono finanziate principalmente dalle famiglie, escludendo quindi molte famiglie che non possono sostenere la retta, inoltre non è ancora chiaro se i risultati ottenuti possano permettere in un futuro a questi soggetti di accedere al mercato del lavoro in maniera paritaria rispetto ai ragazzi formati nelle scuole tradizionali, proprio perchè questa organizzazione non include una formazione equivalente per ogni studente. Probabilmente, come spesso avviene, la soluzione sarebbe una nuova scuola che raccoglie in sè gli aspetti positivi di entrambi i modelli.

Immagini: Depositphotos

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