Le domande imbarazzanti dei bambini: come rispondere?

Intorno ai tre anni, tra i vari cambiamenti e progressi di un bambino, arriva anche la "fase del perchè", in cui genitori, nonni, zii, tate ecc., diventano bersaglio di tantissime domande.

Tra queste, ve ne sono alcune imbarazzanti, a cui spesso risulta difficile rispondere. Troviamo interrogativi relativi al sesso (come nascono i bambini? perchè i bimbi hanno il pisellino e le bimbe la patatina?), quesiti scientifici (perchè camminiamo mettendo un piede davanti all’altro?), curiosità inopportune (come mai quella tata ha quel nasone?).

Come rispondere? Come far fronte all’imbarazzo di una domanda sul sesso o molto difficile? Fate un respiro profondo, riordinate le idee e via! Un modo per "rasserenare" l’adulto e rendere la spiegazione più semplice è rispondere come se stessimo raccontando una favola.

Ogni cosa va detta tenendo conto dell’età del bambino. Riguardo alla differenza di genere per esempio, può essere sufficiente dire: "esistono i maschietti e le femminucce; i maschietti hanno il pisellino, le femminucce la patatina. per esempio all’asilo tu hai il grembiulino rosa e Mirko il grembiulino azzurro, a te piace giocare con le bambole e porti le codine, mentre Mirko ama le macchinine ed ha i capelli corti.".

Se poi verranno posti altri quesiti (come ad esempio sulla forma), si potrà continuare a rispondere, ma senza anticipare, perchè il bambino potrebbe non essere ancora pronto ad accogliere nuovi significati in merito e può inoltre non riuscire a seguire discorsi troppo lunghi.

è prezioso infine chiedere al bambino se è soddisfatto della nostra risposta e se è tutto chiaro. Molto spesso, invece, gli adulti non sono a conoscenza del modo corretto per rispondere alle richieste e quindi evitano il discorso con vari stratagemmi. C’è chi fa finta di non aver sentito, chi dice che quando il piccolino sarà grande capirà, oppure chi delega la domanda ("vai a chiederlo a papà..").

I bimbi pongono domande perchè hanno bisogno di una risposta e non hanno la competenza per giudicare la qualità dei loro quesiti, trovando la situazione o le parole giuste. Non rispondere o affidare il compito a qualcun altro, può far arrivare al bambino il concetto che "è sbagliato dire o pensare certe cose ".

Spesso, si sente anche commentare con una battuta "ecco, ma certe domande te le sogni la notte?" I bambini però sviluppano il senso dell’umorismo solo qualche anno più tardi e quindi con questo tipo di frasi viene trasmesso lo stesso senso di inadeguatezza di una "non risposta".

Le risposte relative ai quesiti scientifici ed alle curiosità inopportune sono destinate a semplificarsi nel tempo, perchè aumentano le possibilità di rimandare ad un testo o di cercare insieme su internet. Inoltre i bimbi acquisiranno la capacità di capire cosa dire o non dire a voce alta.

Le domande sul sesso invece, accompagneranno lo sviluppo dei bambini perchè legate alla vita, alla diversità, alla percezione di se stessi; non è mai troppo presto quindi, per cominciare ad allenarsi alla risposta più opportuna!

Dott.ssa Giulia Puccinelli
Psicologa dell’Infanzia e dell’Adolescenza e Psicoterapeuta in formazione

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