La scuola di una volta è ancora la migliore?

Quando arriva il momento di scegliere una scuola per i propri figli, spesso la decisione ricade su una “come quelle di una volta”.

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La scuola di una volta è ancora la migliore? Quando arriva il momento di scegliere una scuola per i propri figli, spesso la decisione ricade su una di quelle: “come quelle di una volta”.

Una scuola “come quelle di una volta” in genere si intende un luogo governato da regole rigide, con insegnanti severi, che insegnano ai bambini a stare al posto, disciplinati e in silenzio. Risposte, più che domande, memorizzazione più che discussione. Il professor Giacomo Stella ci spiega perché questo modello oggi non funziona più.

Le tre rivoluzioni di cui le scuole non tengono conto

Secondo il professor Stella, il metodo proposto da queste scuole finisce per risultare inefficace, perché ci sono almeno tre rivoluzioni di cui queste realtà non tengono conto:

  1. Introduzione dell’obbligo di frequenza fino al sedicesimo anno di età. La scuola cambia: in passato studiare era considerato un privilegio e ci si poteva permettere di  perdere metà degli studenti passando dalla scuola primaria alla secondaria. Oggi ci si aspetta che tutti i ragazzi siano accompagnati in un percorso formativo lungo almeno 10 anni, richiedendo che tutti concludano il ciclo di studi obbligatorio arricchiti con competenze utili per il loro futuro. Come riassume il professor Stella, oggi la scuola “invece che selettiva, deve diventare formativa”.
  2. La televisione è entrata nelle case. Questa rivoluzione toglie all’insegnante l’esclusività dei contenuti trasmessi agli alunni. I ragazzi  per la prima volta arrivano a scuola ogni mattina sapendo qualcosa in più rispetto a quando l’hanno lasciata il pomeriggio precedente: guardano documentari, programmi TV di ogni genere e sviluppano interessi, anche intellettuali, che possono essere completamente diversi da quelli spiegati dal professore. 
  3. Il Digitale ha cambiato radicalmente le modalità con cui i ragazzi hanno accesso alle informazioni, fin da piccolissimi. Questo si traduce anche nel modo in cui sono concepiti la scuola e lo studio: i giovani non sentono più il bisogno di immagazzinare grandi quantità di informazioni mnemonicamente, in quanto sono loro accessibili in ogni momento sullo smartphone.

Nuovi modi di insegnare e di imparare, adatti a tutti

Se volessimo fornire una similitudine per descrivere la nostalgia verso la scuola di ieri in opposizione a quella di oggi, il professor Stella suggerisce che sarebbe come dire “com’erano belle le strade di una volta… Ma una volta, per le strade, circolavano pochissime vetture!”. Oggi la situazione è radicalmente cambiata: come la realtà al di fuori delle mura scolastiche, anche nella scuola è necessario adattare i sistemi utilizzati, la didattica, per rispettare le esigenze di tutti i bambini, anche quelli con disturbi specifici dell’apprendimento.

Si richiede quindi una presa d’atto: non è concepibile richiedere a tutti di muoversi esclusivamente in bicicletta o a piedi per passare attraverso le strade di ieri;  è invece “utile avere tanti  modi per spostarsi e tanti modi per apprendere, la scuola deve capire e cambiare in questa direzione”.

Questa filosofia è in perfetta sintonia con redooc.com; facendo leva sulle enormi potenzialità introdotte dal digitale, si dà a ogni studente, anche quelli con DSA, la possibilità di trovare il metodo di apprendimento che gli è più congeniale: dagli strumenti compensativi, digitali come la sintesi vocale e cartacei come le mappe mentali, alla didattica esperienziale e laboratoriale. Creando una sinergia tra le varie capacità del ragazzo, è possibile raggiungere l’obiettivo educativo in maniera più efficace.

Per ascoltare le parole del Prof. Giacomo Stella guarda il video

 

 

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