La memoria di lavoro: un ruolo fondamentale nel processo di apprendimento

Noi utilizziamo la memoria di lavoro nelle attività quotidiane. È fondamentale quindi svilupparla sin dai primi anni dell’apprendimento.

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La memoria di lavoro: un ruolo fondamentale nel processo di apprendimento. Noi tutti utilizziamo la memoria di lavoro nelle nostre attività quotidiane.

È fondamentale sviluppare la memoria di lavoro sin dai primi anni dell’apprendimento, soprattutto per gli studenti con DSA, tramite l’utilizzo di specifici strumenti a supporto della cosiddetta working memory, ad esempio, le mappe.

Cosa è la memoria?

La memoria viene definita come la “capacità di conservare traccia più o meno completa e duratura degli stimoli esterni sperimentati e delle relative risposte”. È però importante evidenziare che la memoria è un concetto più ampio, in quanto esistono diverse declinazioni della memoria tra cui memoria a breve termine e memoria a lungo termine.  

Come spiegato dal Professor Stella, “la memoria a breve termine è stata in passato paragonata al bagnasciuga: quando si lascia una traccia sulla sabbia questa rimane per pochi istanti. Arriva poi un’onda che cancella la traccia”. 

La memoria a breve termine permette quindi di ripetere un numero, una sequenza, una frase o un concetto. Pertanto, per poter essere riutilizzati, tali stimoli devono essere immagazzinati nella memoria a breve termine. Quindi la memoria verbale di breve termine permette di copiare e trattenere momentaneamente le informazioni e utilizzarle nell’immediato.

La memoria di lavoro

Nell’ambito della memoria a breve termine opera un sistema definito memoria di lavoro, un tema spesso legato ai disturbi di apprendimento come dislessia e discalculia. “La memoria di lavoro permette di andare oltre alla semplice copia dell’informazione” spiega il professor Stella. “Vi è infatti un’elaborazione dello stimolo e una trasformazione dell’informazione che richiede un impegno maggiore”.

Fare i calcoli a mente mentre si fa la spesa o prendere appunti mentre si parla con qualcuno o si ascolta il professore: utilizziamo la memoria di lavoro in situazioni diverse, durante tutto il giorno, non solo a scuola. La memoria di lavoro interviene in attività più impegnative, che richiedono dapprima la memorizzazione dello stimolo e successivamente la sua elaborazione. Essa inoltre può immagazzinare solo pochi stimoli alla volta e, per questo motivo, le informazioni immagazzinate sono in costante “aggiornamento”. 

La memoria di lavoro negli studenti con DSA

La working memory può essere impegnata in modo diverso e con diversi livelli di difficoltà. In particolare, la memoria di lavoro ricorre spesso nel contesto scolastico, basti pensare ad attività quali la comprensione del testo, il calcolo a mente e la risoluzione di problemi. Esse richiedono non solo la memorizzazione di informazioni, ma anche un’interazione tra informazioni esistenti e informazioni acquisite, e una successiva elaborazione. Per questo la memoria di lavoro ha un ruolo fondamentale nell’apprendimento e ha importanti conseguenze sulle prestazioni scolastiche degli studenti con DSA, in quanto ha un impatto importante anche sul metodo di studio, fondamentale per organizzare le attività di studio.

È pertanto importante proporre già dai primi anni di scuola attività che stimolino e sviluppino la working memory, fornendo i giusti strumenti soprattutto a soggetti con DSA. Utilizzare strumenti a supporto della memoria, come ad esempio le mappe mentali, offre benefici alla definizione di un metodo di studio e al processo di apprendimento. 

Scopri di più sul tema della memoria di lavoro dalle parole del Prof. Giacomo Stella

 

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