La discalculia è un problema solo a scuola?

La discalculia è un problema a scuola ma anche nella vita quotidiana

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La discalculia è un problema solo a scuola?

La discalculia è un Disturbo Specifico dell’Apprendimento che interessa le abilità di calcolo. Non è una malattia né un deficit di intelligenza, ma una diversa modalità di funzionamento delle reti neuronali che, come recita l’articolo 1 della legge 170/2010, può “costituire una limitazione importante per alcune attività della vita quotidiana”. Non si tratta quindi di un problema confinato alla studio della matematica a scuola, ma può avere conseguenze anche al di fuori dell’ambito scolastico.

Come si manifesta il disturbo del calcolo

La diagnosi di discalculia può essere effettuata solo a partire dalla classe terza della scuola Primaria, ma ci sono segnali di rischio che possono essere individuati anche prima. Le difficoltà da tenere monitorate riguardano:

  • il riconoscimento dei numeri
  • l’associazione tra numeri e quantità
  • l’attribuzione del valore corretto ai simboli numerici
  • l’attribuzione di significato alla posizione delle cifre
  • la numerazione progressiva in ordine crescente e decrescente
  • lo svolgimento delle quattro operazioni
  • l’individuazione e l’analisi dei dati che permettono la soluzione di un problema
  • l’orientamento spaziale
  • la coordinazione motoria.

Una spia di allarme può venire per esempio dal mancato utilizzo delle dita per aiutarsi nei primi calcoli. Il conteggio sulle dita, infatti, è un’abitudine spontanea per la maggior parte dei bambini, perché rappresenta una fase di passaggio graduale verso l’astrazione. 

La discalculia a scuola

Se si riscontrano queste difficoltà è importante rivolgersi tempestivamente a neuropsichiatri e psicologi specialisti per verificare che si tratti effettivamente di discalculia e ottenere la certificazione di DSA. In questo modo gli insegnanti dovranno predisporre, in accordo con la famiglia, un Piano Didattico Personalizzato in cui indicare le metodologie didattiche e gli strumenti compensativi e dispensativi da adottare. 

La Retta dei numeri e la Tavola pitagorica interattive, sviluppate da Redooc in collaborazione con Giacomo Stella, ideatore e responsabile scientifico dei centri SOS Dislessia, aiutano per esempio a comprendere i meccanismi alla base delle quattro operazioni.

Con il giusto supporto gli studenti con DSA potranno così raggiungere gli stessi obiettivi scolastici dei compagni, senza essere più “bollati” come svogliati e poco studiosi. 

La discalculia nella vita quotidiana

La discalculia, però, può essere un ostacolo anche fuori da scuola. Sono tante infatti le situazioni quotidiane in cui abbiamo a che fare con i numeri. 

Persino chiedere a qualcuno che ore sono può nascondere delle insidie: una risposta come le “7 meno 20” può infatti risultare difficile da decifrare per un discalculico perché lo obbliga a compiere mentalmente una sottrazione. Se il rapporto con il tempo non è semplice, anche quello con lo spazio è problematico: la confusione tra destra e sinistra è frequente nei ragazzi con DSA e anche stimare una distanza non è un’operazione scontata. Come pure avere a che fare con i prezzi quando si fa la spesa!

L’importante, però, è non scoraggiarsi. Informarsi sul tema, confrontarsi con specialisti ed esperti, non vergognarsi di utilizzare gli strumenti compensativi, sforzarsi di comprendere le peculiarità dei bambini con DSA: solo così la loro diversità può trasformarsi in un valore, a scuola e fuori!

 

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