L’importanza delle regole per i bambini

Per i bambini il punto di riferimento fondamentale sono i genitori. Questa relazione porta con sè una grande responsabilità ma anche una grande, forte risorsa. I nostri bambini ci amano, sentono la nostra mancanza, ci studiano e… ci disobbediscono per comunicarci qualcosa.

Spesso svolgono il loro compito evolutivo: pensiamo alla famosa fase dei no (intorno ai due anni) oppure alle ribellioni adolescenziali (ed oggi anche pre-adolescenziali). Questi comportamenti che noi avvertiamo come difficili da gestire hanno come obiettivo evolutivo quello di differenziarsi dalla figura genitoriale per riuscire a costruire una propria personalità, fatta di propri gusti e scelte.

Questo processo di costruzione si scontra con quello che è il primo elemento della società che il nostro bambino conosce, la sua famiglia. Se, quindi, la ricerca di trasgredire le regole "famigliari" ed i rifiuti sono qualcosa di evolutivo e naturale con scopo l’esplorazione del proprio sè, allora il compito dei genitori è quello di contenere ed aiutare i figli in questa fase.

La costruzione del sè è fatta, infatti, di amore, di affetto ed anche di regole, cioè comportamenti e decisioni che li aiutino a capire cosa si può fare e cosa no, cosa può far star bene e cosa farà star male, cosa li farà interagire in maniera adeguata all’interno della società, dal nido all’università.

In alcune situazioni e periodi il nostro bambino può assumere comportamenti particolarmente oppositivi, non legati esclusivamente a tappe evolutive; questi comportamenti non vanno mai solo stigmatizzati e puniti ma si deve cercare di comprenderne la causa emotiva ed inserirla all’interno della vostra storia insieme.

Logicamente regole e divieti devono essere adeguati all’età del bimbo; non ha senso dare troppe spiegazioni a bambini troppo piccoli che non le capirebbero, mentre con gli adolescenti è necessaria una maggiore flessibilità ed una grande capacità di dialogo.

Sempre è fondamentale la capacità di essere coerenti con quanto diciamo, il rischio in questo senso è quello di perdere credibilità e di aggiungere alla loro naturale frustrazione ulteriore rabbia.

L’ascolto attivo dei loro no (cosa vogliono dire e perchè) è da utilizzare per ogni età; dovremmo riuscire a sintonizzarci sugli aspetti emozionali dei loro rifiuti, inserendoli all’interno della nostra relazione; non viviamoli come un rifiuto a noi genitori ma come una modalità di comunicazione caratteristica di certe tappe evolutive o significativa di un particolare momento che noi e il nostro bambino stiamo attraversando.

Alcune regole di base per l’educazione dei propri figli:
– Essere coerenti: ci permettere di instaurare la fiducia necessaria nei nostri confronti.
– Non porre divieti o fare promesse che non siamo in grado di mantenere.
– Ascolto attivo.
– Consigliare, guidare, non imporre: sempre utile ma in particolar modo con gli adolescenti.
– Non utilizzare violenza e derisione: non serve instaurare una relazione basata sulla paura e sull’umiliazione.
– Porre l’attenzione sulle azioni, non sulla personalità: "hai fatto una cosa sbagliata.. non sei sbagliato".

Dott.ssa Raffaella Ravasio
Psicologa Psicoterapeuta

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