Intramontabili e amatissimi Puffi

Grande Puffo e Puffettina, gli omini blu con oltre 50 primavere, sono sempre sulla cresta dell'onda

Hanno superato i 50 anni da un bel po’ i Puffi, leggendari e amatissimi omini blu in calzamaglia bianca che vivono nel bosco in casette a forma di funghi. Ideati nel 1958 da due disegnatori –  Franquin e il belga Pierre Culliford, in arte Peyo – sono stati per decenni i protagonisti di fortunatissime serie di fumetti e di cartoni animati e ancora oggi sono popolarissimi tra i bambini di diversi Paesi, oltre che oggetto di un poderoso merchandising: dai milioni di pupazzetti e gadget venduti in tutto il mondo, fino al gelato o al cocktail al gusto di puffo.

Film e serie Tv in dvd sui Puffi ce ne sono tante in giro. I Puffi entrarono in scena per la prima volta il 23 ottobre del 1958, ma non da protagonisti: la loro fu una comparsata in una striscia intitolata Johan & PirlouitJohn & Solfamì in italiano – che narrava le gesta di un prode e simpatico cavaliere medioevale e del suo buffo menestrello.

Piano piano gli schtroumpf, secondo il loro nome originale francese, tradotto come smurf in inglese e Schluempf in tedesco (il nome francese ricordava troppo la parola “calzino”), hanno iniziato a vivere di vita propria, fino a raggiungere il successo planetario con il cartone animato di Hanna&Barbera, trasmesso per la prima volta nel 1981 in America e nel 1982 in Italia, in cui John & Solfamì sono stati gentilmente accolti a loro volta come personaggi secondari. È un mondo, quello dei puffi, in cui le case sono piccoli funghetti con il tetto rosso, in cui la massima autorità morale è il venerabile Grande Puffo, unico ad avere cappello e calzamaglia rossi, candida barba e potere decisionale, e in cui il male assoluto è rappresentato dal perfido Gargamella, che insieme alla gatta Birba li vuole catturare per farne una pozione con cui trasformare i metalli vili in oro. I puffi sono tutti maschi – dal virile Forzuto all’intellettuale incompreso Quattrocchi – con la sola eccezione di Puffetta, con le scarpette e il vestitino bianchi e i lunghi capelli biondi.

Le loro avventure si svolgono principalmente nel loro villaggio, impossibile da trovare per chi non è accompagnato da un puffo. A perseguitarli, oltre al malvagio mago Gargamella, ci sono da sempre studiosi di ogni tipo, che negli anni si sono concessi numerose interpretazioni sulla curiosa società immaginata da Peyo e da Yvan Delporte: per alcuni si tratterebbe di un’apologia della massoneria, altri stigmatizzano gli omini blu come creature sataniche. Più nutrita la schiera di coloro che sono arrivati a leggere dietro il fraterno collettivismo dei puffi un’esaltazione del socialismo e in Grande Puffo una chiara rappresentazione di Marx, con la sua barba bianca. Lo stesso nome inglese, Smurf, significherebbe in realtà “Socialist men under red father”, ossia “uomini socialisti sotto la guida del padre rosso”, mentre Gargamella, con la sua sete di oro, altri non sarebbe se non il Capitalismo.

Intramontabili e amatissimi Puffi