Instaurare un legame: il bonding

Il legame che si instaura tra mamma e bambino è unico e speciale. Per sopravvivere un neonato ha bisogno che qualcuno si occupi di lui, non soltanto per alimentarlo o coprirlo, ma anche per trasmettergli, con la sua presenza e le sue interazioni, sicurezza e ottimismo: la madre incontra i bisogni del piccolo con una vasta gamma di comportamenti spontanei che accolgono, avvolgono, tollerano, giustificano, valorizzano, proteggono.

Oltre alla cura dei bisogni personali del bambino sono molto importanti per il consolidamento del legame il contatto visivo, il contatto corporeo e il tenere in braccio (holding): il rispecchiarsi negli occhi materni aiuta il bambino a trovare e formare un immagine di sè, il contatto di pelle e le carezze aiutano fin dalla nascita lo svilupparsi di attività quali la respirazione, la vicinanza, le difese immunitarie, la socievolezza, il senso di sicurezza e il contenimento dell’abbraccio consente al bambino il processo di integrazione che è la base per la nascita psicologica.

L’attaccamento madre-bambino è un legame reciproco che si forma nei primi 3 anni ed inizia a instaurarsi già durante tutti i nove mesi di gravidanza. Alcune ricerche hanno dimostrato come tutto ciò che la madre vive venga percepito anche dal feto e come il rapporto madre-figlio influenzi il successivo sviluppo del temperamento e della salute psicofisica del bambino.

E se il legame non si instaura subito?

Quando il legame non sembra instaurarsi da subito occorre avere pazienza, dedicarsi alla conoscenza e scoperta della personalità del proprio figlio, abituarsi ai suoi segnali e imparare a riconoscerli.

Se nel corso delle settimane la madre continua a sentirsi insicura e a disagio, si sente distaccata o risentita nel rapporto con il figlio, se non prova un attaccamento per il bambino e non riesce a sintonizzarsi ai suoi bisogni e richieste, se non riesce ad instaurare un contatto corporeo e visivo spontaneo e sereno, allora è importante rivolgersi ad una figura di riferimento (pediatra, medico di fiducia, ostetrica, ginecologo) che possa accogliere i suoi vissuti e consigliarla.

E’ fondamentale non sottovalutare la situazione soprattutto in un momento delicato come il post-natale in cui la donna si ritrova a dover fronteggiare tutta una serie di cambiamenti fisici, emotivi e psicologici che possono sfociare in una depressione post-partum. Tale disturbo è un fenomeno molto diffuso ma troppo spesso trascurato, che, se non adeguatamente curato, può causare conseguenze anche pesanti nella donna, nella sua relazione con il partner e soprattutto nella relazione con il bambino.

Consulenza scientifica della Dott.ssa Stefania Bianchi, Psicologa e Psicoterapeuta ad orientamento psicodinamico – Metodo Rêve-èveillè di Robert Desoille

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