Il Piano Didattico Personalizzato per DSA: guida alla compilazione    

Il Piano Didattico Personalizzato: come compilarlo perché sia uno strumento di vero supporto

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Il Piano Didattico Personalizzato: cos’è e come compilarlo perché sia uno strumento di vero supporto per lo studente con DSA (Disturbi Specifici di Apprendimento) e un mezzo per facilitare il dialogo tra scuola e famiglia. 

Si sente spesso “La scuola non lo segue, i Prof. non ne vogliono sentire parlare” – “Sono tutti uguali, fatti a fotocopia” – ….

Cos’è il PDP?

La sigla PDP sta per Piano Didattico Personalizzato. È il documento che contiene tutti gli strumenti compensativi e le misure dispensative di cui uno studente con DSA (Disturbi Specifici di Apprendimento) ha bisogno. Gli strumenti compensativi sono per i ragazzi e le ragazze con DSA una sorta di “arma segreta” da sfoderare per poter dare il meglio di sé e sfruttare a pieno le proprie potenzialità.

Chi compila il PDP?

Il Piano Didattico Personalizzato viene compilato dal coordinatore di classe che si impegna a coinvolgere tutto il corpo docente e la famiglia. Si tratta quindi di un documento a carico della scuola, non della famiglia, ma il genitore deve firmarlo per approvazione. È necessario perciò insistere per inserire tutti gli strumenti utili allo studente che, dalla scuola superiore, deve firmare in prima persona il PDP per approvarlo.

Il PDP quando viene compilato e per quanto tempo ha validità?

Il PDP viene compilato tutti gli anni entro il primo trimestre di scuola: la data ultima per avere firmato il PDP è il 30 novembre.

Ha validità per un anno scolastico: le esigenze degli studenti con DSA, infatti, possono cambiare con il passare del tempo e quindi è giusto aggiornarlo all’inizio di ogni anno scolastico.

Che indicazioni deve contenere il Piano Didattico Personalizzato?

Il PDP deve contenere i dati anagrafici dell’alunno, l’indicazione del tipo di disturbo specifico dell’apprendimento e le attività didattiche personalizzate da mettere in atto. Ogni indicazione è personalizzata sulle esigenze dello studente, per cui si fa riferimento alla diagnosi allegata alla certificazione prodotta dagli specialisti che hanno esaminato il ragazzo.

Cosa fare e cosa non fare perché il PDP sia efficace?

La compilazione del PDP è prevista dalle Linee Guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con Disturbi Specifici di Apprendimento pubblicate il 12 luglio 2011 a completamento della legge 170/2010. Bisogna quindi predisporlo con la massima cura per ogni studente con DSA, inserendo tutte le informazioni necessarie. 

In particolare è bene precisare le forme di verifica e valutazione personalizzate da utilizzare. Nonostante la compensazione orale della prova scritta sia prevista dalla normativa, spesso viene ritenuta non soddisfacente. Infatti i docenti tendono a preferire le verifiche scritte, che portano via meno tempo rispetto alle interrogazioni, ma questo risulta penalizzante per gli studenti con DSA. 

La cosa indispensabile, in ogni caso, è applicare quotidianamente il contenuto del PDP. A dirlo è Valentina Secchi, mamma di un ragazzo dislessico e responsabile di un doposcuola specialistico per ragazzi e ragazze con DSA, nonché autrice del libro DSA. Decisamente Super Affascinante. La vera storia di un’alleata didattica in prima linea. “Sembra ovvio” – ci dice – “ma purtroppo non è sempre così”!

 

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