Il concetto del tempo: intervista a Giacomo Stella

Leggere un calendario può sembrare un’azione banale. Il Professor Giacomo Stella ci ha raccontato la sua esperienza.

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Leggere un calendario può sembrare un’azione banale, ma non per tutti lo è. Il Professor Giacomo Stella ci ha raccontato la sua esperienza, spiegando l’importanza di fornire ai bambini con difficoltà degli strumenti davvero accessibili.

Il Professor Giacomo Stella,  inizia affermando che per affrontare il concetto di tempo, è necessario fare un passo indietro e approfondire il tema delle rappresentazioni mentali. Per i bambini, queste rappresentazioni sono fondamentali nel processo di apprendimento, poiché permettono di comprendere i meccanismi alla base. “Le rappresentazioni non vengono insegnate: si tratta di costrutti mentali che si sviluppano attraverso l’esperienza. La rappresentazione mentale è l’idea che guida le nostre azioni e decisioni”.

Il concetto di tempo: il calendario come supporto 

“Il concetto di tempo viene acquisito solo se si ha una disponibilità facilmente accessibile della sequenza dei giorni, come se ci fosse un calendario nella mente. Se questo non avviene e il bambino non è in grado di “recitare”i giorni della settimana, vuol dire che non si è costruito questa rappresentazione e quindi è necessario disporre di  un semplice calendario, come supporto  esterno alla rappresentazione mentale mancante. Tuttavia, è necessario che il calendario sia lineare e non ricorsivo (come ad esempio quello dello smartphone)”. 

Ma perché è necessario un calendario lineare?

Il Prof Stella ci ha raccontato la sua esperienza a proposito.

“Milano. Un papà con il figlio si presentano nel mio studio. Il papà preoccupato mi spiega che il figlio, studente di 4° elementare, non ha il concetto del tempo. Per comprendere effettivamente la situazione mostro al bambino il calendario sulla mia scrivania e gli domando “Che giorno è oggi?”.  Il bambino risponde correttamente: “Il 26”. Bene. “E domani che giorno è?” “Il 27”. Molto bene. Il problema nasce quando gli chiedo: “E ieri che giorno era?”. “Il 19”.

Per comprendere la risposta del bambino è sufficiente guardare il calendario dello smartphone: il 19 è sopra al 26.”

“Non avendo la rappresentazione concettuale dei giorni del mese, il bambino non si fida del suo pensiero e si affida totalmente a ciò che vede scritto sul calendario. Non solo, il bambino è inibito a costruire una rappresentazione mentale, poiché sa già che questa sarà sbagliata”. 

Pertanto, sottolinea il Prof. Stella, “è fondamentale che i bambini con particolari difficoltà abbiano accesso a degli strumenti che facilitino la rappresentazione mentale come, ad esempio, un calendario lineare”. 

Questo ci insegna a non dare mai nulla per scontato e a non bollare le difficoltà di questi ragazzi come mancanza di impegno o di intelligenza. Quello che serve non è un giudizio negativo che li fa sentire incapaci, ma un cambio di approccio che li aiuti a trovare, con gli strumenti adeguati, un modo alternativo per imparare, valorizzando le proprie potenzialità. Perché, come sosteniamo in redooc.com: “nessuno nasce negato!”.

 

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