I bambini e internet

MOTORI DI RICERCA

Parlare di motori di ricerca per bambini, significa parlare di strumenti che dal punto di vista dell’architettura logica, non differiscono di molto da quelli "per adulti". Come questi, infatti, permettono di effettuare ricerche utilizzando come criteri le parole chiave e/o le categorie, suddividendosi in generalisti e di settore. L’unica vera differenza rispetto ai motori di ricerca tradizionali, consiste nella protezione impostata sui contenuti ottenuta o filtrando le richieste degli utenti, o attuando la ricerca solo tra un numero limitato di siti e pagine preventivamente controllate e filtrate in modo da garantire un livello standard di sicurezza che permetta ai piccoli di "navigare" senza pericoli.

Di motori di ricerca per under 12 ne esistono diversi – anche se questo è un settore che, forse, meriterebbe un ulteriore sviluppo e maggiore attenzione da parte degli operatori ponendo una serie di quesiti sia dal punto di vista tecnico, sia, soprattutto, dal punto di vista didattico-pedagogico. Spesso, infatti, l’approccio alla rete passa, in primo luogo, attraverso l’insegnamento della tecnica (tecnica che, per altro, i bambini sembrano possedere in modo naturale), senza alcun tipo di indicazione su quella che dovrebbe essere la metodologia di ricerca e l’approccio "filosofico" con la rete stessa con esercitazioni e laboratori ad hoc da effettuare a scuola orientati in questo senso.

INTERNET ENTRA A SCUOLA

Utilizzare la rete come un’enciclopedia senza fine all’interno della quale ogni voce è una porta che si apre su un mondo nuovo tutto da scoprire e sperimentare. Servirsi di internet come di una grande biblioteca dove ogni informazione è accessibile e dove ogni cosa può essere testata con mano, ricercata, intrappolata, salvata e messa da parte.
Si parla tanto di bambini e informatica, ma il vero passo per avvicinare i più piccoli al mondo del computer in modo che questo divenga, oltre che un mezzo per giocare e divertirsi, anche uno strumento didattico con il quale interagire e "dialogare" deve essere compiuto a casa e, quindi, a scuola.
Troppo spesso, invece, forse per un’ignoranza di fondo che accomuna molti esponenti della vecchia generazione tra cui anche genitori e insegnanti, il pc è considerato un nemico, alla meglio un qualcosa da cui i bimbi dovrebbero, per quanto possibile, stare alla larga. Non è così. Insegnare loro a usare permanete il computer, a sfruttare tutte le possibilità che le rete offre, è un ottimo sistema per svecchiare il concetto di compiti, lezioni da imparare, ricerche da svolgere.
In realtà, in rete, tantissimi sono i siti, i portali, le pagine web costruite e realizzate con chiare finalità didattiche, alcuni monografici (ossia dedicati a una sola disciplina), altri generalisti, incentrati, perciò, su più materie. Per valutarne la qualità è indispensabile valutare alcune loro caratteristiche:

 

 

  • l’autorevolezza, ossia l’Ente, l’organo, la persona che vi sta dietro
  • l’interattività che li contraddistingue, ossia il grado di coinvolgimenti che riescono a mettere in gioco
  • la facilità di navigazione
  • la sicurezza della navigazione (nei siti generalisti, per esempio, la navigazione è libera e apre diverse possibilità di scelta, ma anche difficilmente controllabili e, quindi, potenzialmente pericolosa se non guidata da un adulto).
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    Fonte:

    I bambini e internet