Guarda i disegni di tuo figlio e scopri cosa ti vuole dire

Il mondo dei più piccoli è nascosto dietro le loro creazioni: ecco tutti i consigli per scoprirne il significato

Quando si dice “dar voce alle proprie emozioni”: quello che il più delle volte diventa complicato per gli adulti è invece quanto di più naturale ci sia per i bambini. Prima di saper parlare in modo fluente, il disegno è il primo modo di comunicare, di manifestare i propri bisogni, le esigenze o le paure.

E’ quindi importante scavare in profondità per capire cosa i bambini intendano trasmettere. Posto che i disegni vadano inseriti in un’osservazione ben più ampia che tenga conto dell’età e della maturità dei nostri “piccoli artisti”, per interpretare i loro tratti esistono degli elementi di analisi che rispondono alla teoria del disegno infantile. Si tratta di spazio, tratto e colore.

Il foglio rappresenta lo spazio, quindi l’ambiente da esplorare: se è completamente occupato dal disegno significa che il bambino è socievole ed estroverso e ha fiducia in stesso. Diametralmente opposto il caso del foglio poco occupato, caratteristico del bambino insicuro. I più piccoli tendono a sfuggire la realtà se il disegno è concentrato nella parte superiore del foglio, hanno paura del futuro se concentrano le linee nella parte sinistra, mentre se lo fanno dalla parte destra hanno fiducia nel futuro e negli altri.

Il tratto regolare e marcato, con prevalenza di linee curve, rivela buone capacità di adattamento, grinta ed entusiasmo. Cancellature e tratti spigolosi e una debole pressione della matita sul foglio sono invece sintomo di aggressività, ansia e paura di rimproveri.

Veniamo ai colori, che nei disegni dei bambini assumono notevole importanza: se la scelta ricade a favore di un colore tenue o freddo (viola, blu, azzurro) siamo in presenza di una personalità timida e introversa. Colori forti (rosso, arancione e giallo) fotografano invece un individuo estroverso. Il verde è per eccellenza il punto di equilibrio.

Ma in tutto ciò quanto contano i soggetti disegnati? Naturalmente molto, perché permettono di ricavare molte informazioni, che vanno ad assumere un senso se associati agli altri elementi raccolti.

Scopriamo ad esempio che un albero non è un semplice albero, ma rappresenta l’essenza stessa di un bimbo. Se è disegnato con tante radici, ad esempio, è sinonimo di un bambino fortemente attaccato alla madre, se piccolo il soggetto sarà tendenzialmente introverso, mentre la presenza di frutta a penzoloni dai rami racconta di una figura generosa.

La casa è un altro dei soggetti preferiti dai più piccoli e secondo la psicologia sta a rappresentare il rapporto con la famiglia. Casa grande? Bambino estroverso. Finestre chiuse? Probabilmente il bambino ha poche relazioni con il mondo esterno. Fumo dal camino? Il bambino manca di un rapporto che lo gratifichi.

Infine il disegno solitamente più gettonato, quello della famiglia. Il personaggio raffigurato per primo rappresenta quello per cui il bambino nutre più ammirazione, mentre chi viene disegnato con le dimensioni più ridotte è percepito come potenziale rivale. Vicino a sé il bimbo disegna coloro ai quali è più legato, più lontani i soggetti del nucleo familiare con i quali fa più fatica a stabilire rapporti.

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