Gravidanza a rischio: complicazioni nel secondo trimestre

Nel secondo trimestre di gravidanza, possono insorgere alcune complicazioni che potrebbero mettere a rischio la mamma e il bebè

Se per alcune donne, il secondo trimestre di gravidanza rappresenta il periodo più piacevole, per altre possono insorgere complicazioni che è importante diagnosticare precocemente e seguire con attenzione. La gravidanza a rischio richiede una maggiore attenzione da parte della gestante e del ginecologo che la segue.
In questa fase, controlli, ecografie ed esami del sangue e delle urine, sono indispensabili per valutare lo sviluppo e la crescita del feto e al contempo lo stato di salute della mamma.

Le complicazioni al secondo trimestre di gravidanza

  • Diabete gestazionale. Patologia tipica della gravidanza, compare a partire dal secondo trimestre e non dà segni clinici apparenti, ma deve essere diagnosticato tempestivamente per evitare problemi sia per la madre che per il feto. Una delle principali cause di questa patologia è la produzione di alcuni ormoni, da parte della placenta, che ostacolano l’azione dell’insulina, facendo aumentare il tasso glicemico dopo i pasti. Tra i rischi del diabete gestazionale c’è la possibilità elevata di sviluppare il diabete di tipo 2 dopo il parto.
  • Perdite di sangue. Se nel secondo e nel terzo trimestre si notano perdite di sangue, bisogna segnalarle immediatamente al proprio ginecologo, soprattutto se sono di colore rosso vivo e copiose, e si presentano accompagnate da dolori al basso ventre, contrazioni e fitte addominali. Le perdite di sangue che si verificano agli inizi del secondo trimestre potrebbero segnalare la presenza di placenta previa, una condizione che si presenta ogni 100-200 gravidanze, e consiste in un’anomalia della collocazione della placenta che si trova inserita, interamente o in parte, in corrispondenza del segmento inferiore dell’utero. Normalmente, il problema si risolve man mano che il bambino cresce, ma va comunque monitorato ogni settimana.
  • Preeclampsia. Nota anche come gestosi, può presentarsi dopo la ventesima settimana di gravidanza, sebbene sia una complicazione più comune durante il terzo trimestre. Si manifesta con l’aumento della pressione e delle proteine nell’urina, la comparsa di edemi su varie parti del corpo e gonfiori agli arti inferiori. Questa malattia interessa circa il 3-5% delle donne in attesa ed è potenzialmente pericolosa sia per la mamma che per il feto.
Gravidanza a rischio: complicazioni nel secondo trimestre
Gravidanza a rischio: complicazioni nel secondo trimestre